Venerdì 25 settembre a Catania si è svolta l’edizione 2026 di Sharper Night. Il nome significa “SHAring Researchers’ Passion for Extreme Regions”. Si tratta di una manifestazione dedicata alla scienza e alla ricerca, cui obiettivo è quello di avvicinare le persone al mondo scientifico in modo semplice e coinvolgente. La città si è trasformata in uno spazio d’incontro e divulgazione, dimostrando quanto la ricerca non sia così distante da noi come pensiamo.
Attraverso esperimenti, laboratori interattivi e dibattiti con i ricercatori abbiamo vissuto in prima persona il lavoro dei ricercatori, confrontandoli con temi scientifici attraverso esperienze pratiche. Ma cosa significa partecipare a un evento come questo? A raccontarci più da vicino l’iniziativa è Dario Scuderi, laureato in Communications Engineering, che ha curato uno degli stand, illustrandoci il suo progetto.
“Sono stato introdotto – esordisce – da un mio professore che mi ha dato l’opportunità di lavorare con una borsa di studio. Lavorando ho scoperto la passione per questo mondo e mi sono convinto a fare il dottorato di ricerca”.
Di cosa si occupa lo stand che avete presentato?
Abbiamo utilizzato due veicoli: uno di superficie e uno subacqueo. Con il primo effettuiamo scansioni dei fondali per rilevarne la conformazione e la presenza di reperti storici. Proprio grazie a queste attività abbiamo individuato, circa undici mesi fa, un relitto nella zona di Aci Trezza, vicino all’Isola Lachea. Il secondo veicolo ci permette di osservare in tempo reale ciò che avviene nell’ambiente marino, verificando la presenza di flora e fauna. Lo abbiamo utilizzato anche a Portopalo, per ispezionare un cavo sottomarino e verificarne lo stato di conservazione.
Un’altra modalità attraverso cui raccogliamo dati sull’ambiente sottomarino riguarda la trasmissione acustica e quella ottica. Utilizziamo modem progettati per funzionare sott’acqua, a cui vengono collegati diversi sensori in grado di raccogliere informazioni sull’ambiente marino. I dati raccolti vengono trasmessi nei modem, permettendoci di monitorare lo stato del mare da remoto. Il nostro lavoro comprende attività diverse: dalla raccolta di dati all’ispezione diretta dei fondali.
C’è un pregiudizio sul mondo della ricerca che vorresti sfatare?
Secondo me la gente si aspetta da ogni progresso scientifico un risvolto pratico immediato e soprattutto tangibile. Non è sempre così. Se in ambito di ricerca propongo una soluzione come quella dei Transformers, da cui nascono le architetture dei modelli di intelligenza artificiale come Chat GPT, allora quella tangibilità di cui si parla esiste. Nel mio ambito, ad esempio, non c’è un risvolto pratico nella vita quotidiana delle persone. Questo potrebbe far pensare che il nostro lavoro sia secondario, inutile. Tant’è che qualunque governo ha sempre tagliato i fondi alla ricerca. Si, possono esserci risvolti tangibili, ma nella maggior parte dei casi non è così.
Quanto pensi sia importante avvicinare i giovani alla ricerca? Se dovessi convincere qualcuno ad interessarsene, quale consiglio daresti?
E’ essenziale poiché ricerca vuol dire progresso e progresso vuol dire comodità da tutti i punti di vista. Se dovessi convincere qualcuno ad interessarsene, direi che è un mondo tortuoso. Ci potrebbe essere una prima fase di “slow start” in cui ti sembrerà di non vedere la luce in fondo al tunnel. Poi improvvisamente tutto si velocizza, questo è il momento dove sarai più soddisfatto e orgoglioso. C’è tanto da scoprire, e tanto da lavorare. Qualcuno potrebbe pensare che non sia vero, in quanto abbiamo infinite comodità oggi. Ma se si fermasse questo processo, si fermerebbe anche il motore del progresso. Ed è proprio contro la natura umana, che ha sempre fatto del progresso scientifico tecnologico il suo punto di forza. Questo è il motore trainante che ti fa essere sempre più volenteroso di continuare in quest’ambito.
E’ proprio attraverso queste esperienze che la ricerca esce dai laboratori coinvolgendoci attivamente, e in modo concreto. Dietro ogni scoperta ci sono persone, passione, e tanto lavoro sul campo. Ce l’ha dimostrato Dario, che con le sue parole, ci ha permesso di guardare più da vicino un mondo che prima, ci sembrava così lontano.
Simona Campo
