Siamo qui / La testimonianza di un seminarista della nostra diocesi sull’incontro dei giovani a Roma con Papa Francesco

Siamo qui” è l’esperienza che migliaia di giovani, provenienti da diverse diocesi d’Italia, hanno fatto a Roma per incontrare Papa Francesco, in vista del prossimo Sinodo sui giovani, che si svolgerà ad ottobre. Anche una rappresentanza della diocesi di Acireale era presente a questo appuntamento tanto atteso. Abbiamo sentito, a tal proposito, uno dei partecipanti,  il giovane seminarista Rosario Di Bartolo, che ci ha raccontato di questa esperienza, riportando le sue personali impressioni:

“Il gruppo organizzato dal servizio diocesano per la Pastorale Giovanile, guidato da don Giuseppe Pavone, è giunto nella capitale la mattina di giorno 11 agosto tra canti e acclamazioni e, dopo un momento “libero”, alle 12.30 eravamo con altre migliaia di giovani delle diocesi italiane dietro i cancelli del Circo Massimo per attendere l’incontro con il papa, ma soprattutto per ascoltare le sue parole di speranza e di incoraggiamento per noi giovani”.

Come è trascorsa la giornata?
“Durante il pomeriggio, in attesa dell’arrivo del Sommo Pontefice, il gruppo musicale The Sun si è esibito tra musiche e testimonianze. Alle 18,45 è arrivato il momento tanto atteso: Papa Francesco, dopo alcuni giri a bordo della “papamobile” inizia l’incontro con i giovani. Il primo momento ha previsto alcuni dialoghi sui temi del prossimo sinodo: la costruzione della propria identità personale e dei propri sogni, il discernimento nella vita e l’idea di impegno e responsabilità nei confronti del mondo e il tema riguardante la fede e la ricerca di senso”.

Cosa ti è rimasto più impresso di questo incontro?
“Durante il dialogo il Papa ci ha esortati ad essere giovani che sanno sognare e a saper rischiare perché, dice il Papa: un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato; non potrà capire la vita, la forza della vita. […] i sogni vanno fatti crescere, vanno purificati, messi alla prova e vanno anche condivisi. Al termine del terzo intervento, dopo un momento di danza con Nicoletta Tinti, ha avuto inizio la Veglia di preghiera. Durante la riflessione finale il Santo Padre ci ha ricordato che “la Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. Abbiamo bisogno! E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci, come Giovanni aspettò Pietro davanti al sepolcro vuoto”.

Come si è concluso l’incontro?
“Al termine della veglia di preghiera, sempre al Circo Massimo, è seguita una festa-concerto con diversi artisti: la Banda Rulli Frulli, i Pertubazione, il cantautore Mirkoeilcane, Clementino, il comico Saverio Raimondo e Alex Britti. Nelle ore notturne, la “notte bianca” nelle chiese di Roma, con momenti di testimonianza, cultura e arte, Adorazione Eucaristica, confessioni e di spiritualità”.

L’indomani vi siete ritrovati in Piazza San Pietro. Cosa ricordi in particolare di questo momento?
“Dopo la S.Messa, presieduta dal card. Bassetti, il Santo Padre ha tenuto la preghiera dell’Angelus, al termine della quale ha ringraziato tutti gli organizzatori per la riuscita dell’evento, mentre  ha invitato noi giovani ad essere testimoni della gioia e della fraternità sperimentati in questi giorni di pellegrinaggio”.
“Riassumere quest’esperienza in poche battute non è per nulla semplice perché a distanza di una settimana sono tante le emozioni che portiamo dentro, e nel momento in cui uno volesse mettere per iscritto non sa mai da dove iniziare. Sicuramente quello che ha colpito di più è stata la bellezza di essere tutti riuniti nel nome di Gesù, riuniti perché ci sta a cuore la Chiesa, perché ci fidiamo della Chiesa e lei si fida di noi”.

Guido Leonardi

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