Solidarietà / Giornata dei malati di lebbra, Aifo in campo

La 68° Giornata Mondiale dei malati di lebbra, in questo 2021 che continuerà ad essere provato dalla pandemia del covid-19, dovrà essere celebrata con grande entusiasmo, cercando d’imitare Raul Follereau, che assieme alla moglie s’impegnava in modo straordinario per aiutare i fratelli lebbrosi, anche abbracciandoli con slancio.
Oggi sappiamo come la lebbra sia una malattia curabile da cui si può del tutto guarire, una conquista della storia della medicina, che ci fa gioire intimamente e ci fa sperare nella scomparsa totale di questo grave male, generato in buona parte dalla miseria: nei Paesi, in cui ancora purtroppo esiste, anche se in misura ridotta, la giustizia sociale viene ignorata e calpestata. L’ONU dovrebbe in alcuni Paesi africani, sudamericani e qualcuno asiatico, essere presente autorevolmente.

La lebbra è ancora presente in alcuni Paesi africani, sudamericani e asiatici che vivono in miseria

Papa Francesco nella stupenda enciclica “Fratelli tutti” ci sprona a lottare contro lo stato estremo di povertà, promuovendo la fraternità universale ed  essendo solidali con quanti sono avvelenati dal loro misero stato sociale.
Pertanto, impegniamoci con iniziative provvidenziali a sollevare dall’indigenza gli “ultimi”, assicurando loro diritti, buona salute, lavoro, realizzazione della propria identità, specie per i giovani e gli adolescenti e  protezione speciale per i bambini.
Impegniamoci, anche se ci sono difficoltà a causa della pandemia,  a collaborare, a dialogare, a comunicare, specie ad amare i bambini di Paesi molto poveri: è così che, scartata la fredda indifferenza, si conquista la fraternità tra i popoli. Questo si può attuare nella vita quotidiana, intervenendo nella violazione dei diritti umani e della libertà con una buona politica, e garantendo la giustizia e la pace nelle famiglie con una competente assistenza sociale.                                                                                                                                             E’ necessario anche rivolgersi a Dio e alla Madonna sua Madre, per invocarne il potente aiuto, perché la lebbra possa finalmente scomparire per sempre, com’è stato per il vaiolo e altre malattie pestifere.
Perché la “68° Giornata Mondiale per i malati di lebbra” possa essere molto proficua, si possono fare delle offerte nelle varie parrocchie e la Diocesi di Acireale  provvederà ad inviarle, secondo le regole degli altri anni,  all’Aifo ( Associazione italiana amici di Raoul Follereau) attiva nella lotta alla lebbra.
La Giornata Mondiale si svolgerà il 31 gennaio, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica; inoltre, l’AIFO sarà presente in Piazza San Pietro a Roma all’Angelus.

Anna Bella      

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