Sorelle Napoli a Mezzojuso, un esempio di coraggio in Sicilia

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azienda agricola sorelle napoli mezzojuso

Nel cuore della Sicilia, a Mezzojuso, tre sorelle — Irene, Ina e Anna Napoli — sono diventate negli ultimi anni simbolo di resistenza contro le pressioni mafiose. Gestiscono un’azienda agricola di circa 90 ettari e da anni subiscono intimidazioni, danneggiamenti e atti di violenza legati alla cosiddetta “mafia dei pascoli”, un fenomeno locale che cerca di imporre il controllo dei terreni con minacce e azioni intimidatorie. Le sorelle hanno scelto di non piegarsi, denunciando ogni episodio e mantenendo attiva la loro attività agricola, diventando un esempio di coraggio civile e impegno per la legalità. E la nostra testata è con loro, senza se e senza ma.

Chi sono le sorelle Napoli / La sfida a Mezzojuso per tutta la Sicilia

Le intimidazioni hanno assunto forme drammatiche e continue. Le sorelle raccontano che qualcuno ha avvelenato i cani, lasciato pozzanghere di sangue e mandato vacche, pecore e cavalli a distruggere le recinzioni e le coltivazioni. Nonostante la paura che molti altri proprietari hanno scelto di affrontare tacendo, le sorelle Napoli hanno denunciato pubblicamente ogni episodio, dimostrando che resistere alla mafia è possibile anche in contesti difficili.

La vicenda delle sorelle Napoli a Mezzojuso non è un caso isolato, ma fa parte di un più ampio contesto di mobilitazione civile contro la criminalità organizzata. Tra le voci in loro favore, anche Libera contro le mafie, la nota associazione nazionale antimafia fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti, che coordina oltre 1.600 gruppi in tutta Italia con l’obiettivo di promuovere legalità, memoria delle vittime e cultura della responsabilità civile. L’associazione sostiene progetti educativi, iniziative civiche e attività di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel territorio, dimostrando che la lotta alla mafia passa anche attraverso l’impegno quotidiano dei cittadini. 

Un altro movimento civico a fianco delle sorelle è Addiopizzo, nato a Palermo nel 2004 con l’obiettivo di combattere il racket delle estorsioni e sostiene chi rifiuta di pagare il “pizzo”. Il nome stesso è simbolico. Addiopizzo promuove consapevolezza, solidarietà e reti di supporto per chi decide di opporsi alla criminalità organizzata, contribuendo concretamente a dare visibilità alle storie di resistenza come quella delle sorelle Napoli.

Ultime novità dalla Sicilia

Le intimidazioni non si sono fermate nel tempo. In alcuni episodi recenti, la loro determinazione è stata messa alla prova da atti simbolici di intimidazione come il danneggiamento della tomba di famiglia. Questi gesti, pur dolorosi, non hanno fermato le sorelle: hanno continuato a denunciare pubblicamente i danni e a far conoscere la loro vicenda, ricordando quanto sia importante mantenere viva l’attenzione sulla lotta alla criminalità organizzata.

Legalità e resistenza civile

Le denunce delle sorelle Napoli hanno attivato le autorità locali, con indagini in corso per identificare i responsabili degli atti intimidatori. Già nel 2019 il governo comunale fu sciolto per mafia, anche grazie alle loro denunce arrivate su emittenti nazionali. Allo stesso tempo, la vicenda ha rafforzato il ruolo della società civile, dimostrando che la lotta alla mafia non si limita ai tribunali: richiede partecipazione, consapevolezza e solidarietà verso chi si oppone. Purtroppo, la “mafia dei pascoli” continua la sua indegna prova di prepotenza: ancora 2022 un altro incendio doloso era stato appiccato per intimidirle. Eppure, la loro esperienza mostra come proteggere chi denuncia e diffondere consapevolezza sia fondamentale per garantire che storie di coraggio e resistenza civile non cadano nell’oblio.

                                                                                      Ilenia Noemi Barbagallo