Due serate ricche di emozioni, riflessioni e bellezza hanno animato la splendida cornice di Palazzo Vigo, a Torre Archirafi, il 5 e 6 luglio scorsi, celebrando la memoria e l’eredità artistica di Franco Battiato.
Un omaggio profondo e sentito, parte del progetto “Etna Art Fest – No Time No Space”, riconosciuto dal Ministero della Cultura come Progetto Speciale 2025 e sostenuto dall’ Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
L’iniziativa è stata curata dal Centro studi di Gravità Permanente, in collaborazione con il Comune di Riposto, nell’ambito del cartellone “Stranizza d’amuri”, una rassegna estiva dedicata all’illustre concittadino, simbolo di una Sicilia visionaria e cosmopolita, spirituale e sperimentale che continua a toccare il cuore e l’intelletto di generazioni diverse.
Torre Archirafi / Presentato un libro di Stefano Pio su Battiato
La serata di sabato 5 luglio si è aperta con la presentazione del libro ‘Uno sguardo dal ponte’ di Stefano Pio, figlio di Giusto Pio, che è stato molto più di un collaboratore per Franco Battiato. Piuttosto, come lo definisce lo stesso Stefano, “una figura complementare” del maestro ripostese. Il loro sodalizio artistico, che va dall’autunno del ’76 fino al ’96, ha dato origine a opere iconiche come ‘L’era del cinghiale bianco’ e ‘La voce del padrone’.
Dischi, questi, che hanno segnato la storia della musica italiana, aprendo nuove strade nel pop.

L’incontro è stato arricchito da momenti di narrazione accompagnati da musica dal vivo. Elvira Cadorin ha eseguito brani al pianoforte e voce con Stefano Pio al violino, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e sensoriale. Proiezioni, ascolti inediti e aneddoti hanno tracciato una mappa di quella collaborazione luminosa e coraggiosa tra due spiriti affini. Spiriti capaci di fondere Oriente e Occidente, tradizione e avanguardia, spiritualità e sperimentazione.
In un film Franco Battiato, l’uomo e l’artista
La seconda serata, domenica 6 luglio, ha visto la proiezione del documentario ‘Temporary Road. (una) vita di Franco Battiato’, diretto da Giuseppe Pollicelli e Mario Tani.
Un film intenso, poetico, ricco di materiali d’archivio e testimonianze live, capace di offrire uno sguardo autentico sull’uomo dietro l’artista. Sulla sua ricerca interiore e sulla sua visione del mondo.
Il pubblico, numeroso e partecipe, ha potuto dialogare idealmente con il regista Pollicelli, collegato da Roma, in un incontro moderato da Fiorella Nozzetti e Fabio Bagnasco.
Pollicelli ha condiviso dettagli inediti sul backstage, raccontando episodi significativi delle riprese e svelando alcuni frammenti audio esclusivi di interviste a Battiato.
Un’occasione rara per comprendere meglio il pensiero di un artista che ha sempre coltivato il silenzio come spazio creativo e la musica come ponte tra mondi.
Un progetto che coniuga memoria, identità e sperimentazione
‘Etna Art Fest – No Time No Space’ si è confermato un progetto di alto valore culturale, capace di coniugare memoria, identità e sperimentazione. In queste due serate il nome di Franco Battiato è risuonato non come semplice ricordo ma come presenza viva. Attraverso parole, immagini e suoni che ne hanno rilanciato la visione in una dimensione collettiva e partecipata.
L’eredità del maestro ripostese continua così a generare riflessioni, emozioni e nuove forme di espressione. Nel segno di quell’alchimia tra arte e spiritualità che ha sempre attraversato la sua opera. Un omaggio che è anche un invito a non smettere di cercare, di ascoltare, di guardare oltre. Proprio come avrebbe voluto lui.
Caterina Maria Torrisi
