Talitha Kum / Rapporto 2025: La tratta di persone continua a evolversi

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Tratta UISG

«La tratta di persone continua a evolversi in forme sempre più complesse». A lanciare l’allarme è suor Abby Avelino, MM, coordinatrice internazionale di Talitha Kum, in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di persone. La religiosa richiama in particolare la crescita delle operazioni criminali online legate alle truffe nel Sud-est asiatico, dove migliaia di giovani provenienti dall’Africa, dall’Asia e da altre regioni vengono attirate con false promesse di lavoro, trasferite oltre frontiera e costrette, attraverso violenza e coercizione, a partecipare ad attività criminali informatiche.

A questa emergenza si aggiungono guerre, conflitti, sfollamenti forzati, crisi climatiche e aumento delle disuguaglianze. Condizioni che continuano a esporre milioni di persone al rischio di tratta e sfruttamento. È in questo scenario che Talitha Kum pubblica il Rapporto annuale 2025, mettendo in evidenza la crescita della propria presenza internazionale e l’ampliamento delle attività di prevenzione, protezione, accesso alla giustizia e advocacy.

Secondo i dati citati nel rapporto, elaborati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), circa 50 milioni di persone vivono oggi nel mondo in condizioni di schiavitù moderna. La tratta di persone e le forme di sfruttamento ad essa collegate generano inoltre ogni anno circa 236 miliardi di dollari di profitti illeciti.

Nel 2025 Talitha Kum ha raggiunto 1,21 milioni di persone, con un aumento del 29,6% rispetto al 2024, attraverso iniziative di prevenzione, assistenza alle persone sopravvissute, accesso alla giustizia, advocacy. E collaborazione con organizzazioni e istituzioni a livello nazionale e internazionale.
«Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia e una comunità», sottolinea il rapporto. «Questi dati rappresentano vite raggiunte, comunità mobilitate e speranza restituita».

Una rete sempre più ampia

La rete internazionale contro la tratta, fondata nel 2009 dall’Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG), ha continuato ad ampliare la propria presenza. Oggi Talitha Kum conta 68 reti nazionali attive in 113 Paesi. Nel 2025 sono state avviate nuove reti in Malawi, Botswana, Lesotho ed Eswatini.

La missione è stata portata avanti da 6.387 suore e partner, il 5,7% in più rispetto all’anno precedente. In crescita anche il coinvolgimento delle congregazioni religiose. Sono 882 quelle femminili, con un aumento del 15,6%, e 100 quelle maschili, cresciute del 28,2%.

La prevenzione al centro dell’azioneTratta UISG

La prevenzione continua a rappresentare il principale ambito di intervento. Nel corso del 2025 sono state raggiunte 928.972 persone, il 34,6% in più rispetto al 2024.

Tra loro, 303.359 erano donne e ragazze, mentre 262.621 erano minori di 18 anni. Le attività si sono svolte nelle scuole, nelle parrocchie, nei centri sanitari e nelle comunità. Ma anche attraverso i media tradizionali e i social network, il teatro di strada e gli eventi pubblici.

L’obiettivo è fornire alle persone più esposte al rischio informazioni e strumenti per riconoscere i segnali della tratta e prevenire situazioni di sfruttamento. Un ruolo crescente è stato affidato anche ai giovani, attraverso la mobilitazione dei Giovani Ambasciatori e delle Giovani Ambasciatrici contro la tratta.

Oltre 27 mila persone sopravvissute assistite

Parallelamente alla prevenzione, le reti di Talitha Kum hanno garantito protezione e assistenza a 27.329 persone sopravvissute alla tratta e allo sfruttamento. L’intervento comprende case rifugio, assistenza medica e psicologica, consulenza legale, percorsi educativi e di formazione professionale e opportunità di sostentamento. Delle persone assistite, 15.964 erano donne e ragazze.
>La rete continua a privilegiare un approccio centrato sulla persona sopravvissuta, attraverso percorsi di accompagnamento a lungo termine destinati a favorire autonomia, dignità e un recupero duraturo.

Cresce il sostegno per l’accesso alla giustizia

Tra i dati più significativi del Rapporto annuale 2025 c’è quello relativo all’accesso alla giustizia. Talitha Kum ha sostenuto 7.141 persone sopravvissute, con un aumento del 72,4% rispetto all’anno precedente.
L’assistenza comprende consulenza e orientamento legale, accompagnamento durante le indagini e i procedimenti giudiziari, sostegno nell’esercizio dei propri diritti. E collaborazione con i partner locali per favorire, quando possibile, il rientro sicuro e il reinserimento.

Per Talitha Kum, l’accesso alla giustizia rappresenta una parte fondamentale del percorso di protezione e guarigione delle persone sopravvissute. Ma anche uno strumento per contrastare l’impunità e chiamare i responsabili della tratta a rispondere dei propri reati.

Più partnership e advocacy

Nel 2025 le attività di partenariato e networking sono aumentate del 77,5%, confermando l’importanza della collaborazione tra congregazioni religiose, organizzazioni interreligiose, governi, società civile e partner internazionali.

Anche le attività di advocacy hanno continuato a concentrarsi sulle cause strutturali della tratta, attraverso il dialogo politico, il coinvolgimento dei media, campagne e petizioni e la collaborazione con i meccanismi internazionali per i diritti umani.
L’obiettivo è rafforzare la protezione delle persone più vulnerabili e sollecitare governi e istituzioni ad adottare misure più efficaci contro lo sfruttamento.

Un fenomeno che cambia forma

Nel suo intervento, suor Abby Avelino sottolinea come la tratta stia assumendo modalità sempre più sofisticate. Le reti criminali, osserva, sfruttano le condizioni di vulnerabilità legate alla povertà, ai conflitti e agli spostamenti forzati, utilizzando anche il mondo digitale per reclutare e controllare le vittime.
La risposta, secondo Talitha Kum, deve quindi essere globale e fondata sulla cooperazione tra istituzioni, comunità religiose, organizzazioni della società civile e persone sopravvissute.

«Siamo profondamente grate a tutte le persone coinvolte in Talitha Kum per la loro dedizione e passione nel ricercare giustizia per chi è intrappolato in situazioni di sfruttamento», ha dichiarato suor Oonah O’Shea, presidente della UISG. «Auspichiamo che le congregazioni già impegnate in questa missione continuino a sostenerla e che altre incoraggino le proprie membri a partecipare attivamente a questo fondamentale ministero della Chiesa».

Fondata dalla UISG nel 2009, Talitha Kum opera oggi in 113 Paesi e riunisce religiose e religiosi, persone sopravvissute, giovani e partner impegnati a contrastare la tratta e a promuovere la dignità umana.
La crescita registrata nel 2025 conferma così una rete sempre più ampia e strutturata, chiamata a confrontarsi con un fenomeno che cambia rapidamente, ma che continua ad avere al centro persone e comunità la cui vulnerabilità rischia di trasformarsi in sfruttamento.

Maria Trigila