Teatro / L’Inferno di Dante emoziona sempre

“Era vero o ho sognato? Non è che si può aprire un libro e la Divina Commedia si materializza davanti a te”. Il viaggio a ritroso è iniziato dalla donna che tiene il testo fra le mani e si trova catapultata ai tempi di Dante. Successivamente è stato uno scorrere di personaggi e di parole. Erano parole ben note che risuonavano nell’aria e affascinavano i presenti. Sono “gioie e dolori di intere generazioni di studenti”. Ma sono, soprattutto, i capisaldi della letteratura italiana.

I versi famosi della Comedìa, o Divina Commedia, di Dante sono stati interpretati ieri, mercoledì 25 agosto, da Liliana Randi, Davide Sbrogió ed Angelo D’Agosta sotto il cielo stellato del Castello Ursino a Catania.

Ha debuttato lo spettacolo “Inferno, Suite per Dante”, ideato da Buongiorno Sicilia e Vision Sicily. I tre attori hanno rivestito ciascuno i panni di diversi personaggi. Hanno creato movimento ed ampiezza scenica nella rappresentazione teatrale curata dal regista Giovanni Anfuso. Uno spettacolo nuovo per lo spettatore, rispetto ai precedenti.

Inferno suite per Dante
(Foto Roberto Viglianisi)

L’Inferno di Dante dalle Gole dell’Alcantara al Castello Ursino

Nelle passate stagioni estive l’evento era stato proposto nello scenario delle Gole dell’Alcantara. L’attuale spettacolo si è articolato tra le mura del Castello, nel cortile all’ aperto. Le pareti della struttura ricca di storia hanno creato l’atmosfera giusta per il viaggio indietro nel tempo. A raccontarlo Dante in persona, interpretato da Angelo D’Agosta. L’attore si alternava nella recita della cantica con Liliana Randi, voce di sottofondo. La stessa attrice ha dato voce a Beatrice, a Francesca da Rimini ed alla donna che si accinge ad aprire il testo “eterno”.

Bastava un cambio d’abito per gli attori e i diversi ruolo erano centrati. La loro interpretazione variava adeguatamente alle caratteristiche del personaggio. La voce modulava i diversi timbri adatti alla situazione. Era dolce e timida quella di Francesca, sicura e gentile quella di Beatrice. D’Agosta ha dato vita al Sommo poeta e ad Ulisse, con due cambi di costume. Il timbro della sua voce manifestava timore per Dante, corrispondente ai terrificanti scenari che gli si aprivano. Era forte e decisa per Ulisse, che narrava le sue imprese.

Davide Sbrogió era perfettamente calato nei panni del conte Ugolino Della Gherardesca. La sua voce ed i suoi gesti manifestavano tutta la disperazione dell’uomo che azzannava la testa dell’arcivescovo Ruggieri. Era moderato e certo nel mettere in scena Virgilio.

Un Inferno di emozioni

Sono stati loro i protagonisti della rappresentazione non troppo coadiuvata da inserimenti musicali. Erano ritmi incalzanti per i momenti che riproducevano la sofferenza delle anime, pacati e di completamento per la pura recita dei versi. L’espediente della donna che apre il libro e che ricorda le parole del nonno ha aperto una finestra sulla Sicilia. “Bella come il Paradiso, incompiuta come il Purgatorio, dannata come l’Inferno”, è stata definita.

Con la frase “Uscimmo a riveder le stelle” si è concluso il viaggio immaginario della donna. I versi della Comedìa non finiscono di diffondersi, veicolati da una rappresentazione che ha regalato agli spettatori le dovute emozioni. La presenza elegante ed imponente del Castello ha incorniciato la serata dedicata alla cultura. L’appuntamento sarà proposto il 17 settembre al Chiostro dei Benedettini di Militello ed il 18 nel Cortile dei Gesuiti a Noto.

Rita Messina  

Print Friendly, PDF & Email