Torre Archirafi / Il Presepe vivente del Pescatore intreccio di fede e vita del borgo

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Presepe vivente del pescatore

A Torre Archirafi il Natale ha il profumo del mare e il volto di una comunità che sceglie di raccontarsi attraverso il Presepe vivente del Pescatore, giunto alla sua quarta edizione.
Non una semplice rievocazione, ma un’esperienza di fede e di identità che intreccia la Natività con la storia del borgo marinaro. E trasforma le strade e gli spazi quotidiani in un grande racconto condiviso.Pescatori

La costruzione del presepe inizia molto prima delle giornate di rappresentazione. Le settimane che precedono il Natale diventano tempo di lavoro silenzioso e paziente.
Si progettano le scene, si recuperano attrezzi, reti da pesca, barche, ceste e lampade che parlano di una vita segnata dal sacrificio e dalla speranza.
È un impegno corale che coinvolge tutte le generazioni e che fa della preparazione stessa un momento di comunità, di dialogo e di collaborazione.

A Torre Archirafi il Presepe del Pescatore non si recita, si vive

Protagonisti del presepe sono gli abitanti di Torre Archirafi. Non attori, ma persone che prestano il proprio volto e la propria storia alle scene rappresentate. I bambini, con la loro spontaneità, restituiscono la meraviglia del Natale; gli adulti raccontano il lavoro e la quotidianità. Gli anziani custodiscono la memoria di gesti antichi, trasmettendo saperi che rischierebbero di scomparire. Ogni presenza diventa così testimonianza viva.Ricamatrici

Il Presepe vivente del Pescatore sceglie la via della semplicità. Lontano da effetti scenici, invita a riscoprire il cuore della Natività: un Dio che si fa vicino, dentro la fatica del lavoro e la concretezza della vita quotidiana. Inserire la nascita di Gesù nel contesto marinaro significa renderla familiare, comprensibile, profondamente umana.

Ciò che rende questa esperienza preziosa è lo spirito che la anima: fare comunità. Un progetto che unisce fede, cultura e appartenenza, capace di superare differenze e protagonismi.Preparazione dei pasti
“Qui non recitiamo. Viviamo il presepe”, racconta un anziano pescatore. Ed è proprio questa autenticità a trasformare il presepe in un messaggio di speranza, capace di parlare al presente e di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

La Natività espressione di una comunità che cresce e fiorisce

«È stata un’edizione molto bella e partecipata, ricca di emozioni, soprattutto nella scena della Natività, rappresentata da una giovane coppia del luogo, segno di una comunità che cresce e fiorisce – dichiara padre Sebastiano Guarrera.La Natività
Fondamentale non è stata soltanto l’organizzazione che sta dietro a un evento di tale portata. Ma soprattutto la collaborazione che ha permesso di mettere insieme tante forze e tanti sacrifici. Tutto questo ha contribuito alla piena riuscita dell’evento.

“Per me è stata un’esperienza molto positiva- ha aggiunto padre Guarrera. Non conoscevo il Presepe vivente del Pescatore, essendo arrivato a Torre Archirafi come parroco solo lo scorso settembre. Ne avevo sentito parlare appena qualche settimana prima del mio arrivo. Le aspettative sono state ampiamente ripagate. Si tratta di un’iniziativa significativa e propositiva anche in prospettiva futura».

 

                                                            Caterina Maria Torrisi