Torre Archirafi / “Incontro” con Federico II l’imperatore che parlava d’amore

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Pippo Lo Cicero

“L’imperatore che parlava d’amore e i poeti che l’ascoltano ancora”. Questo il cuore dell’evento letterario, patrocinato dal Comune di Riposto e andato in scena nella splendida cornice di Palazzo Vigo a Torre Archirafi. Un evento che ha saputo intrecciare storia e contemporaneità, rendendo omaggio con passione e sensibilità alla Scuola Siciliana. La fucina poetica che, nata intorno al 1230 alla corte di Federico II di Svevia, ha gettato le basi della nostra lingua letteraria.Torre Archirafi pubblico

La serata ha celebrato il genio visionario dell’imperatore Federico II di Svevia e la sua raffinata corte di poeti, restituendone l’eredità, non come semplice reperto da museo ma come una linfa capace di interrogare, emozionare e toccare ancora il cuore del pubblico contemporaneo.
Sul palco, i versi dei grandi autori della Scuola Siciliana hanno ripreso vita, proiettandosi ben oltre i secoli.

Ma non si è trattato solo di un semplice tributo filologico. Il vero fulcro dell’evento è stato il dialogo tra epoche, un collegamento tra il Medioevo e il nostro tempo. Un ponte costruito con versi antichi ma anche con note musicali e movimenti coreografici che rivivono e si trasformano senza però dimenticare le loro origini. I testi poetici si sono alternati a momenti musicali e coreografici creando un intreccio capace di evocare l’elegante atmosfera cortese.

Gesuele Sciacca Daniela Greco
Gesuele Sciacca e Daniela Greco

La musica di Sciacca e Greco ha esplorato la dimensione emotiva dell’amore

Il duo musicale composto da Gesuele Sciacca e Daniela Greco, protagonisti delle pause musicali, ha regalato interpretazioni che spaziavano tra antiche suggestioni e sonorità moderne, dando vita a un vero e proprio “viaggio” nella dimensione emotiva dell’amore, un tema centrale nella poesia siciliana. Anche la danza ha avuto un ruolo coinvolgente con coreografie ispirate ai balli medievali.

Pippo Lo Cicero è Federico II
Pippo Lo Cicero interpreta Federico II

L’evento si è proposto di restituire alla poesia il suo ruolo originario: non solo testimonianza, ma gesto vivo, capace di parlare all’anima al di là dei secoli. In un tempo che tende a semplificare e frammentare, la riscoperta della complessità poetica della Scuola siciliana, rappresenta un atto controcorrente, un invito a riascoltare le parole dell’amore e dell’arte con rinnovata attenzione. E a scoprire, magari con stupore, che ciò che fu scritto ottocento anni fa sa ancora parlare a chi oggi è disposto ad ascoltare.

 

                                                                  Caterina Maria Torrisi