Continuano le manifestazioni per la ricorrenza dell’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi da parte dell’Università popolare di Acireale. Nella sala congressi del convento San Biagio di Acireale si è tenuto il 21 ottobre un incontro, organizzato dall’”UPGC” dal titolo “La figura di San Francesco tra fede, letteratura, arte e cinema”.
La serata ha avuto inizio con la “Lectio magistralis” tenuta dalla dottoressa Rosa Maria Garozzo. L’incontro partito dalla chiesa di San Biagio è poi proseguito nel chiostro della stessa. Qui sono state illustrate le lunette che si trovano presso le arcate del chiostro. Presenti alla serata, oltre al presidente Alfio Cristaudo e al direttivo dell’UPGC, un folto pubblico interessato.
La dottoressa Garozzo ha parlato della costruzione del convento San Biagio, avvenuta nel 1611. E anche degli affreschi del chiostro che dal 1713 al 1715 sono stati realizzati da Giovanni Lo Coco. Nella sua relazione ha parlato poi della struttura del chiostro realizzata in pianta geometrica di forma quadrata e delimitata da corsie coperte e porticate, sostenute da colonne in stile col periodo storico. Anche l’architettura, nella sua realizzazione, di norma, segue un simbolismo che proviene non solo dall’epoca storica ma anche dalla ideologia propria del monastero dei francescani.
Dettagli sul chiostro nella relazione di Rosa Maria Garozzo
Una pianta quadrata simbolo di stabilità e fede, il numero quattro dei lati si rifà ai quattro punti cardinali, alle quattro stagioni, ai quattro elementi (aria, acqua terra e fuoco). Il tutto si richiama, ha continuato Rosa Maria Garozzo, nella concezione francescana, alla sintesi dell’universo creato da Dio. Questo viene provato dal fatto che nei chiostri il giardino centrale richiama l’Eden e ogni elemento che lo compone ha un significato preciso che richiama il giardino dell’Eden.

Cioè il pozzo o una fontana al centro come fonte di vita e di purificazione, le quattro gallerie che rappresentano il pellegrinaggio terreno e allo stesso tempo il cammino spirituale che l’uomo fa verso la salvezza. Anche le piante hanno un significato particolare. Il fico indica l’abbondanza, l’ulivo la pace, il melograno la fertilità. Questa struttura fa sì che il chiostro diventi un luogo di meditazione, di preghiera silenziosa che avviene nell’armonia di tutto ciò che compone il luogo.
La seconda parte della serata si è svolta, invece, nella sala ricevimenti del convento San Biagio. Qui il professore Sebastiano Pennisi ha tenuto una conferenza dal titolo “San Francesco nei film”. Sappiamo che nel corso degli anni tanti sono stati i registi che si sono impegnati nella realizzazione cinematografica della vita di San Francesco d’Assisi. Dalle origini del cinema muto fino alle produzioni contemporanee, e questo sia sul grande che sul piccolo schermo.
Il professore Pennisi si è soffermato soprattutto sulla regista Liliana Cavani che più volte si è dedicata nei suoi film alla figura di San Francesco. Poi a Franco Zeffirelli che nel che nel 1972 ha diretto il film “Fratello sole, sorella Luna”. E a Roberto Rossellini che ha diretto “Francesco giullare di Dio”. In particolare, il Pennisi, ha proiettato dei video dove giornalisti, anche nel passato, hanno intervistato e chiesto a questi registi cosa significasse per loro il termine “Santo”.
Una serata piena ma ricca e pregna di spunti che hanno arricchito il mosaico della figura di San Francesco, il poverello di Assisi.
Mariella Di Mauro
