Valverde / I vescovi di Sicilia in preghiera per la pace nel mondo

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veglia preghiera Cesi

In comunione con l’ invito di Papa Leone XIII ad osservare una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo, l’ episcopato siciliano si è riunito il 10 a Valverde per invocare la pace nel mondo. Lo ha fatto nel Santuario di Maria SS. di Valverde,  ricadente nel territorio della diocesi di Acireale.

Nel contesto della sessione primaverile della Conferenza Episcopale Siciliana, dal 9 all’ 11 marzo, i vescovi delle 18 diocesi dell’ Isola, riuniti presso un hotel dell’ hinterland etneo, hanno scelto il Santuario  di Valverde, come punto di riferimento per le celebrazioni eucaristiche.Madonna di Valverde

Valverde, dunque,  con lo spirito di accoglienza che lo contraddistingue, per tre giorni, ha spalancato ai presuli  la porta del tempio sacro per antonomasia. Dove la Vergine Maria dal 1040, risplende attraverso la sua taumaturgica immagine .

Il vescovo mons. Antonino Raspanti, presidente della Cesi, ha ricordato  che contro chi alza la mano per distruggere, la pace sia risposta valida per spezzare la catena di violenze. Perché, anche nelle sconfitte della storia,  Dio continua a condurre il suo popolo verso il bene.

I vescovi in preghiera per la paceCelebrazione eucaristica nella veglia di preghiera

La veglia ha radunato clero ed appartenenti alle diverse aggregazioni laicali, nonché numerosi fedeli della diocesi acese. E ha offerto un segno concreto di comunione e speranza in un tempo segnato da forte instabilità geopolitica. Il valore del dialogo, della riconciliazione e del rispetto tra i popoli, è stato il comune denominatore ribadito nella preghiera  dei vescovi. Essa, in vari passaggi, ha rimarcato che  la pace non è solo assenza di guerra, ma un impegno quotidiano che interpella coscienze, istituzioni e comunità.

Mons. Antonino Raspanti, nella sua accorata meditazione, ha richiamato l’attenzione sulla morte di un sacerdote maronita in Libano, simbolo del dramma delle guerre che colpiscono innocenti.
«Anche di fronte ai conflitti e alle tensioni del nostro tempo – ha detto – Dio continua a guidare il suo popolo. Nella Pasqua di Cristo e nel dono totale della propria vita, il Crocifisso da giudicato giudica il mondo stesso nell’amore. Mi colpisce profondamente la testimonianza del sacerdote maronita, che prima di morire dichiarava: ‘Noi non abbiamo armi. Le nostre armi sono la fede, il desiderio di pace e la speranza della resurrezione’.
La sua vita continua a giudicare chi alza la mano per distruggere».

I vescovi invocano la pace davanti alla Madonna di Valverdevescovo Raspanti nella processione aux flambeaux

L’enciclica Pacem in Terris di Papa Giovanni XXIII,  é stata la fonte ispiratrice della veglia che ha scandito dei precisi punti focali. Cioè  l’ascolto della Parola di Dio, meditazioni e preghiere comunitarie alternati a canti, silenzi e adorazione eucaristica.
In un clima di profonda partecipazione e unità spirituale, gli intervenuti si sono stretti, infine, attorno ad una copia dell’ effige della Madonna di Valverde per una breve processione aux flambeaux intorno alla piazza del Santuario. Lì il vescovo Raspanti ha affidato alla tutela di Maria Santissima, il futuro di uomini, donne e bambini che, ingiustamente, subiscono i soprusi della guerra.

A conclusione della sentita adunanza,  percepirne la compattezza nell’ invocare la pace, ci ha fatto  capire  che essa è insieme dono dall’alto e frutto di un impegno condiviso.  Come disse Papa Francesco in un messaggio per la Giornata della Pace. “C’è una ‘architettura’ della pace, dove intervengono le diverse istituzioni della società. E c’è un ‘artigianato’ della pace che coinvolge ognuno di noi in prima persona. Noi cristiani siamo nella quotidianità gli artigiani, ma dobbiamo avere una idea di “architettura della pace”.

I vescovi esortano a deporre le armi e trovare vie di paceVeglia di pace Valverde

Ognuno si interroghi. La veglia che abbiamo  celebrato ci ha permesso di  invocare il Principe della pace, Cristo Signore, perché con la forza dello Spirito Santo illumini le coscienze.  Deporre le armi e tornare a  trattare per cercare vie ragionevoli a tutela di quei diritti che sono stati violati, è  il dovere di chi ne è responsabile.  Ma è  impegno di ciascuno smontare le impalcature delle nostre relazioni che si agganciano agli equilibrismi e non alla fraternità. Abbattiamo muri che circondano  i sentimenti e dotiamoli  di ponti,  che uniscono e accorciano le distanze.

Un grazie sentito  giunga ai Padri Agostiniani  scalzi che reggono il Santuario e riescono ad instaurare in ogni occasione accoglienza, ospitalità e conforto. Un plauso caloroso vada al sindaco di Valverde, Domenico Caggegi  che, anche a nome dell’ Amministrazione comunale,  ha profuso il suo impegno affinché la cittadina fosse all’ altezza di accogliere un evento che passerà alla sua storia: il privilegio di aver fatto respirare, per tre intense giornate , il profumo di Maria Santissima ai Vescovi di Sicilia.

 

Marcello Distefano