Vangelo della domenica (16 febbraio) / La scrupolosa osservanza dei precetti non basta se priva dell’amore

Canto al Vangelo ( Cfr. Mt 11,25 )
Alleluia, alleluia. Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. Alleluia
Vangelo ( Mt 5, 17 – 37 )
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno». Parola del Signore
Riflessione
La Liturgia di questa domenica presenta il brano del vangelo di Matteo nel racconto di Gesù che spiega ai suoi discepoli il senso autentico della Legge e dei Profeti.
Gesù infatti afferma che non è venuto ad abolire la Legge o i Profeti, ma a dare pieno compimento.
Citando alcuni precetti dati dalla Legge, Gesù porta i discepoli a comprendere il senso pieno del precetto e cioè l’amore: “Vi fu detto….Ma io vi dico…”.
Gesù spiega che la giustizia secondo Dio non consiste nella scrupolosa osservanza dei precetti fine a se stessa, priva dell’amore.
La giustizia secondo Dio va oltre la formale osservanza di alcuni schemi, và dritto al cuore.
Visto allora in questa nuova ottica non è nella verità soltanto chi uccide il fratello fisicamente, ma anche chi lo calunnia e lo maltratta  verbalmente;  non è privo di verità solo chi tradisce la moglie fattivamente, ma anche chi desidera in cuor suo un’altra donna.
Gesù và al cuore dell’uomo,  da dove sgorgano poi le azioni.
Il cristiano autentico è chiamato a convertire soprattutto il cuore per trovare il vero senso del suo agire: l’amore è poter vivere quella beatitudine di chi osserva i precetti, come ricorda il Salmo Responsoriale di questa domenica: “Beato chi cammina nella legge del Signore”.

Letizia Franzone

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