Vangelo della domenica ( 26 aprile) / Ascoltare la Parola di Dio per aprire il cuore all’amore

Canto al Vangelo ( Cfr. Lc 24,32 )
Alleluia, alleluia. Signore Gesù, facci comprendere le Scritture; arde il nostro cuore mentre ci parli. Alleluia
Vangelo ( Lc 24,13 – 35 )
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore
Riflessione
La Liturgia di questa terza Domenica di Pasqua ci presenta il brano del vangelo di Luca nel racconto dell’ incontro dei due discepoli di Emmaus con il Risorto.
Il racconto inizia con il dire che in quello stesso giorno, il primo della settimana, due discepoli mentre erano in cammino verso Emmaus, discutevano tra loro di tutto ciò che era accaduto in quei giorni. Siamo nell’unico giorno, nel giorno del Signore, giorno della salvezza e i due discepoli pur conoscendo le Scritture non comprendono lo scandalo della Croce. Il loro cuore è triste e confuso per la morte del Maestro.
Tutto il racconto si articola tra il non riconoscere Gesù mentre sono in cammino e il riconoscerlo nello spezzare il pane.
In cammino i due discepoli ripercorrono le Scritture ma non le comprendono pienamente.
Gesù si accosta al loro cammino entrando in dialogo con loro, ma i loro occhi erano impediti nel riconoscerlo.
Allora Gesù  spiegò  loro tutta la Scrittura cominciando da Mosè e i profeti su ciò che si riferiva a lui. Gesù si fa compagno di questi uomini che pur avendolo conosciuto non erano ancora entrati dentro il mistero pasquale non riconoscendo il Risorto che gli stava accanto.
Giunti nella loro casa, di sera, questi discepoli chiedono a questo loro compagno di viaggio di rimanere con loro. Gesù entra nella loro dimora e cena con loro.
Gesù accoglie l’invito di coloro che gli chiedono di entrare nella propria casa, nel loro quotidiano, nella loro vita. E nel momento in cui Gesù spezza il pane, gli occhi dei discepoli si aprono riconoscendo il loro Signore.
Il memoriale dell’amore del Signore spalanca gli occhi chiusi del discepolo.
Questo riconoscimento avviene dopo l’ascolto della Parola nel dono del pane.
Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava la Scrittura?
Quando ci apriamo sinceramente all’ascolto della Parola, la Parola arde nel nostro cuore e nell’Eucarestia i nostri occhi si aprono riconoscendo il volto del Risorto..
Quei discepoli in cammino sono figura di ogni discepolo, figura della Chiesa in cammino.
Gesù cammina ed entra dentro la storia di ogni uomo, dentro le sue tristezze, i suoi dubbi, le sue cecità, le sue incomprensioni, rivelandogli il suo amore infinito.
E toccati da questo amore che arde nel proprio cuore, non si può fare a meno di annunciare ai fratelli il lieto annuncio del vangelo che Cristo è risorto e cammina con noi: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone! Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come lo avevano riconosciuto nello spezzare il pane”.
L’ascolto della parola di Dio e l’ Eucarestia, sono fondamentali per  un autentico cammino cristiano che fa scorgere la presenza del Risorto nella propria esistenza, presenza che c’insegna a saper camminare sulla via del suo amore fidandoci di Lui, come ricorda il Salmo Responsoriale di questa Domenica: “Mostraci Signore, il sentiero della vita. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio”.

Letizia Franzone

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