Vangelo domenica 12 aprile / Cercare Gesù nella vita di comunità

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incredulità di San Tommaso

Canto al Vangelo domenica 12 aprile (Gv 20,29)

Alleluia, alleluia. Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! Alleluia

Vangelo domenica 12 aprile (Gv 20,19 – 31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». incredulità di San Tommaso

Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore 

Riflessione sul vangelo di domenica 12 aprile

La Liturgia di questa seconda Domenica di Pasqua, nella festa della Divina Misericordia, presenta il brano del vangelo di Giovanni nel racconto dell’incontro di Gesù Risorto con Tommaso.

Tommaso rappresenta un po’ coloro che fanno fatica a credere. Rappresenta un po’ ciascuno di noi quando nelle diverse circostanze della vita, non è semplice credere, specialmente quando, come nel caso di Tommaso, si è vissuta una grande delusione.

In questo brano vediamo che Tommaso per credere vorrebbe un segno straordinario: toccare le piaghe. Gesù gliele mostra, ma nella comunità, davanti agli altri discepoli, non fuori.
Questo ha un significato importante. Gesù fa comprendere a Tommaso che se vuole incontrarlo, non deve cercarlo lontano, ma deve restare nella comunità, insieme ai fratelli.

E lo dice anche a noi. Restare con i fratelli, spezzare il pane eucaristico con loro è fondamentale per incontrare Cristo Risorto che vince le divisioni con il perdono e la misericordia, portando la pace e l’amore.
Senza la comunità è difficile trovare Gesù. Nella comunità si condividono i dubbi e i momenti difficili, ma si condivide anche la gioia dell’incontro con Gesù Risorto che vince la morte.

Vivere nella comunità, con tutti i suoi limiti e le sue fragilità, che sono pure i nostri limiti e le nostre fragilità. La nostra Madre Chiesa è il Corpo di Gesù Cristo ed è nel Corpo di Cristo che si trovano impressi ancora e per sempre i segni più grandi del suo infinito amore.
Come ci ricorda il Salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa Domenica: “Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre”.

Letizia Franzone