Vangelo domenica 2 luglio / Mettere Dio al primo posto nella propria vita

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Dio al primo posto

Canto al Vangelo domenica 2 luglio ( Cf. 1Pt 2,9 )

Alleluia, alleluia. Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa; proclamate le opere ammirevoli di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Vangelo domenica 2 luglio ( Mt 10,37 –  42 )

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.

Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Parola del Signore.

Riflessione sul vangelo di domenica 2 luglio

La Liturgia di questa Domenica presenta il brano del vangelo di Matteo, nel racconto di Gesù che istruisce i suoi discepoli sul vero amore da vivere mettendo Dio al primo posto.
Chi ama padre, o madre, o figlio o figlia più di Gesù non è degno di Gesù. Chi ama la propria vita e non è disposto a donarla nel servizio ai fratelli per amore di Dio, non è degno di Gesù.

Gesù in questo brano del Vangelo non vuole sottovalutare l’amore verso i genitori o verso i figli e nemmeno vuole sottovalutare la dignità della vita umana, ma esorta i discepoli a mettere l’amore di Dio al primo posto nella propria vita,  seguendolo sulla via della Croce.“  “Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me”, dice Gesù ai suoi discepoli.

Prendere la propria croce ogni giorno, significa vivere il proprio quotidiano come dono di amore a servizio dei fratelli, anche se la via del servizio comporta sacrificio e gratuità.
Gesù infatti c’insegna che la via del vero amore è il dono gratuito di sé senza pretendere nulla in cambio.

Il senso ed il fine della vita per il cristiano,  infatti, è testimoniare con la propria vita l’amore di Dio annunziando le meraviglie del suo amore. Come ci ricorda il Salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa Domenica. “ Canterò in eterno l’amore del Signore di generazione in generazione, farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà, perché ho detto: “E’ un amore edificato per sempre; nel cielo rendi stabile la tua fedeltà”. Canterò per sempre l’amore del Signore”.

Letizia Franzone

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