Canto al Vangelo domenica 23 novembre (Mc 11,9.10)
Alleluia, alleluia. Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Alleluia
Vangelo domenica 23 novembre (Lc 23,35 – 43)
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Parola del Signore
Riflessione sul vangelo di domenica 23 novembre
La Liturgia di questa Domenica che conclude l’Anno Liturgico con la Solennità del Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, presenta il brano del vangelo di Luca, nel racconto della crocifissione di Gesù Cristo.
Nella Solennità di Cristo Re, la Liturgia ci presenta il brano della crocifissione per insegnarci e ricordarci che la logica dell’amore di Dio è ben diversa dalla logica del mondo.
Per il mondo la regalità di un re si rivela nella potenza, nel dominio, nella ricchezza, nell’apparenza maestosa. Nella logica di Dio, l’immagine mondana della regalità, viene capovolta.
Gesù, Re dell’Universo, rivela la sua regalità nel dono di sé sul trono della Croce.
Sulla Croce Gesù allarga le braccia per accogliere ogni peccatore, per accogliere ogni nostro dolore, ogni fragilità, ogni miseria; sulla Croce Gesù ha abbracciato anche la nostra morte per vincerla con la sua Resurrezione. E’ entrando dentro l’abbraccio di Cristo sulla croce che possiamo comprendere quanto Dio ci ama.
Il cristiano deve lasciarsi abbracciare da Gesù Crocifisso e Risorto per poter trasformare la propria vita in un dono di amore. Nella vita di ogni cristiano deve regnare soltanto Gesù Cristo Re dell’Universo, per poter annunciare e testimoniare con gioia il suo Vangelo.
Come ricorda il Salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa domenica: “Andremo con gioia alla casa del Signore”.
Letizia Franzone
