Canto al Vangelo domenica 27 settembre (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia. Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia
Vangelo domenica 27 settembre (Mt 21,28)
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli». Parola del Signore
Riflessione sul vangelo di domenica 27 settembre
La Liturgia di questa Domenica, presenta il brano del vangelo di Matteo nel racconto di Gesù che esorta ad essere umili. Attraverso il racconto di questa parabola, Gesù mette in guardia chi si sente giusto dal non cadere nell’ipocrisia e nell’inganno. Chi si sente giusto non riesce a vedere la propria miseria e la fragilità del peccato, giudicando gli altri come peccatori e ingiusti.
Gesù invece, invita a prendere consapevolezza della propria miseria e a confidare nell’infinita misericordia di Dio che perdona tutto e perdona sempre. Il cristiano deve avere l’umiltà di riconoscere il proprio peccato e consegnarlo alla misericordia infinita di Dio per essere perdonato.
Come prega il Salmista biblico di questa domenica: “Ricordati, Signore, della tua misericordia. Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza”.
Letizia Franzone
