Canto al Vangelo domenica 5 luglio (Cf. Mt 11,25)
Alleluia,alleluia. Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. Alleluia
Vangelo domenica 5 luglio (Mt 11,25 – 30)
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore
Riflessione sul vangelo di domenica 5 luglio
La Liturgia di questa Domenica, ci presenta il brano del vangelo di Matteo nel racconto di Gesù che rende lode a Dio Padre, invitandoci a portare il suo giogo e a imparare da lui che è: “ mite e umile di cuore”. Portare il suo giogo significa innanzitutto andare alla sua scuola, significa cioè imparare da Lui , imparare la sua mitezza ed umiltà.
L’umiltà di Dio si mostra soprattutto nel suo essersi fatto uomo per sperimentare e conoscere su se stesso quanto noi sperimentiamo nella sofferenza, nell’obbedienza, nella fatica.
A volte il giogo per noi non è per niente leggero, ma guardando alla sofferenza che Gesù ha sofferto per noi, il giogo da portare ci diventa leggero portandolo insieme a Gesù.
Più amiamo Gesù e più diventiamo persone che amano, più leggero diventa per noi il suo giogo.
La vita cristiana deve essere vissuta dentro l’amore di Dio, mettendosi in ascolto della sua Parola per trovare ristoro e pace e divenire testimoni del suo Vangelo. Come Gesù stesso ci dice: “ Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”.
Letizia Franzone
