Vincenzo Bellini / Vita del compositore tra talento e mito

Vincenzo Bellini, celebre compositore di Catania, vive una vita breve, ma costellata di successi. Le sue opere gli permettono di vivere solo di musica. A differenza dei suoi colleghi Rossini, Pacini e Mercadante, non ha mai sentito il bisogno di svolgere lavori secondari come insegnante di conservatorio. Purtroppo però, la sua carriera si interromperà bruscamente in giovane età, lasciando al mondo alcune opere immortali.

Vincenzo Bellini / Vita del compositore “enfant prodige”

Vincenzo Bellini, detto il Cigno, nasce a Catania nel 1801, da una famiglia di compositori. Presto il nonno Vincenzo Tobia Bellini intuisce la propensione del nipote per la musica. Lo porta con sé ai concerti nelle case aristocratiche, gli fa da maestro. In poco tempo, quel bambino spigliato diventa popolare a Catania. A sei anni inizia i suoi primi componimenti musicali e i saggi nei salotti catanesi. Diventato adulto, decide di voler studiare al Conservatorio di Napoli, ma non ha i fondi necessari. Inizia a comporre freneticamente, per convincere l’intendente del Vallo di Catania a concedergli una borsa di studio, cui invia anche una supplica. I fondi gli vengono concessi e per il giovane Bellini inizia il periodo napoletano: è il trampolino di lancio verso l’Europa.

Vincenzo Bellini / Vita del compositore: gli inizi

La carriera di Bellini inizia al Real Collegio di Musica di Napoli. Lì insegnanti e compositori riconoscono il suo talento. La sua prima opera Adelson e Salvini riscuote un discreto successo. Gli applausi sinceri del Re Ferdinando di Borbone e del pubblico alla prima di Bianca e Gernando consolidano la sua fama. Quest’opera andrà in scena al San Carlo ben 24 volte. In seguito Bellini va a Milano, Genova, Parigi e Londra. I suoi conoscenti dicono fosse pessimo nelle lingue straniere (parlava solo in siciliano), eppure fu ben accolto ovunque grazie al linguaggio universale delle sue melodie.

Il compositore

Appassionato lettore di poesie, la peculiarità delle composizioni di Bellini è la cura che egli pone sia nelle parole che nelle melodie. Wagner scrisse che la musica di Bellini è profondamente sentita e strettamente legata al testo. Questa è l’essenza del canto puro belliniano: fluente come un discorso ed efficace mezzo espressivo nei momenti cardine del dramma. A Milano ottiene il successo con “Il Pirata”, “La straniera”, “La Sonnambula” e “La Norma”, entrando in competizione con altri due grandi compositori: Rossini e Donizetti. A Parigi la sua fama gli consente di entrare in contatto con il polacco Chopin.

L’uomo

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Il Bellini compositore era ben diverso dal Bellini uomo. Se da un lato il giovane amava presentarsi in maniera impeccabile ai salotti dell’alta società europea, dall’altro le sue storie d’amore furono sempre burrascose. I modi eleganti, da giovane raffinato che affascinava tutti, sparivano non appena si presentavano i primi ostacoli nelle relazioni. Celebre la sua prima storia d’amore con Maddalena Fumaroli: i due si innamorano ad una cena di Natale e continuano a vedersi col pretesto delle lezioni di canto. Ma dopo che i genitori di lei scoprono la loro relazione, impediscono loro di rivedersi.

Quando Bellini diventa un compositore di successo, il padre di Maddalena acconsente alla loro relazione. Lei gli scrive numerose lettere senza mai ricevere risposta. Molti mesi dopo, Vincenzo le scrive di essere interessato solo alla musica e di non avere tempo per il matrimonio. Il motivo? Ha una relazione con Giuditta Turina, la moglie dell’imprenditore che lo ospitava. Quando questa liaison si scopre, la ragazza sedicenne viene cacciata e umiliata dal marito quarantenne. Bellini tranquillamente se ne va, lasciandola sola con i suoi guai. Nel frattempo Maddalena non si è ripresa dall’enorme delusione e contrae una malattia che la porterà a morire a 32 anni.

Cala il sipario

Quando, in un salotto parigino, il poeta tedesco Heine dice a Bellini che sarebbe morto giovane, nessuno gli crede. Viene soprannominato il “menagramo” (iettatore), eppure di lì a pochi anni il compositore catanese si spegne in preda ad atroci sofferenze. I Levy, i coniugi che lo ospitavano scompaiono, misteriosamente poco prima della sua morte. Ciò ha portato molti a sospettare che il marito lo abbia avvelenato perché geloso della moglie, ma tutto ciò non fu mai confermato. Piuttosto si pensa che soffrisse di febbri intestinali. Il suo corpo viene prima sepolto al Père Lachaise di Parigi, insieme a Chopin, poi quarant’anni dopo, a Catania.

Fama eterna

Maria Callas
Maria Callas, celebre interprete della Norma.

Nonostante il numero esiguo di opere dovuto alla morte prematura, il genio di Bellini è lodato ancora oggi. Anche Verdi, all’epoca, seppe notare che il talento del catanese era qualcosa “fuori dal comune”. La Norma continua ad essere replicata (famosa l’interpretazione di Maria Callas). Catania e provincia non mancano di omaggiarlo, noti sono il teatro Vincenzo Bellini , l’omonima Villa e il monumento in Piazza Stesicoro. Meno noto invece il teatro a lui intitolato nel comune di Adrano. Dal 6 agosto al 6 ottobre si svolge il “Bellininfest”, rassegna musicale dedicata al “Cigno” di Catania e promossa dal governo regionale.

Cristina Di Mauro

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