Comune di Adrano / Un gioiello nascosto tra l’Etna e il Simeto

Alle pendici dell’Etna, in un groviglio di strade costeggiate da fichi d’india e ulivi nella Valle del Simeto, si trova il Comune di Adrano. La città, di grande interesse storico, viene ogni anno visitata da turisti stranieri che accorrono per fotografare il celebre “Ponte dei Saraceni”. Purtroppo, nonostante le numerose recensioni positive, molte attrazioni sono abbandonate a sé, diventando meta privilegiata per lo scarico dei rifiuti. Nella speranza di risvegliare coscienza civile e responsabilità delle istituzioni preposte, passiamo in rassegna i luoghi di maggiore interesse della città e la loro storia.

Un gioiello nascosto tra l’Etna e il Simeto / Centro storico del Comune di Adrano

  1. Castello Normanno

    Si staglia al centro della piazza principale di Adrano. Consiste in un massiccio torrione difensivo costruito intorno all’anno Mille per volere del Conte Ruggero I di Sicilia. Ad accogliere i visitatori, due leoni in pietra lavica che riportano lo stemma del casato Sclafani-Moncada che governò Adrano nel Medioevo. La struttura ospita dal 1959 il Museo archeologico “Saro Franco”. Al suo interno sono contenuti reperti archeologici che vanno dall’età Neolitica al Medioevo, appartenenti all’antica città del Mendolito. Interessante il “Fondo Imbarrato”, collezione di pregevoli volumi antichi.

  2. Chiesa Madre

    Nella stessa piazza, a due passi dal Castello, delle imponenti colonne ioniche segnalano la presenza della Chiesa Madre Madonna Assunta. Tale edificio barocco, interamente edificato in pietra lavica, è opera dello stesso barone Ruggero che ha costruito il castello. All’epoca, infatti, era costume normanno erigere la chiesa accanto alla torre di difesa. All’interno della Chiesa sono osservabili numerosi affreschi, di cui alcuni attribuiti ad un allievo di Antonello da Messina.

  3. Monastero benedettino di Santa Lucia
    Monastero Santa Lucia adrano
    Dettaglio del Monastero di Santa Lucia

    Svoltando in via Roma è impossibile non notare l’imponente Monastero di Santa Lucia che si snoda lungo tutta la via. La struttura, edificata nel 1158 dalla nipote di Ruggero, la contessa Adelasia, si espande nel corso del ‘500. Questo edificio immenso si compone di più parti: tra di esse spicca senza dubbio la Chiesa con i suoi affreschi e le sue decorazioni.

  1. Giardino della Vittoria

    Di fronte al “grandioso monastero benedettino”, come lo definisce il Prof. Nicotra nella “Storia dei comuni di Sicilia” (1907), si trova il parco comunale. Costruito nell’800 come luogo di svago, nel 1926 diventa un luogo di commemorazione dei caduti in guerra.

Durante il periodo del regime fascista, il giardino viene deturpato dalla guerra, dai cittadini e dal podestà locale. Si pianta il grano al posto delle aiuole e la cancellata di ferro viene asportata per essere offerta alla patria, in nome dell’autarchia fascista. Dopo la fine della guerra, il parco torna lentamente al suo antico splendore, ospitando vasche scenografiche e busti in marmo circondati da una varietà di vegetazione.

  1. Teatro Bellini

    Struttura in stile Liberty, esistente dall’800, che ha visto nel corso degli anni l’alternarsi di periodi di sfarzo e di degrado. All’ingresso, un gruppo scultoreo opera dell’illustre scultore Moschetti, raffigura l’anima del Teatro: la Tragedia, la Musica e la Commedia. Durante il boom del cinema italiano diventa una sala cinematografica. Compare, inoltre, nella pellicola “Divorzio all’Italiana”: in essa Marcello Mastroianni si reca in tale teatro per assistere alla proiezione del film “La dolce vita”.

  2. Mura dionigiane

    Circondavano la città di Adranon, al tempo della sua fondazione, da parte di Dionigi il Vecchio. La particolarità del sito risiede nel fatto che i blocchi di pietra lavica sono collegati gli uni agli altri senza cemento: si reggono solo grazie alla forza di gravità. Queste mura sono tutto ciò che resta del periodo greco, visto che in origine Adrano sorse solo come fortezza e non come colonia.

Campagne del Mendolito

  1. Ponte dei Saraceni

    Il ponte, situato nel cuore della Valle del Simeto, è stato indicato da “Repubblica”, nel 2015, come uno dei trenta ponti più belli d’Italia. Il paesaggio naturale, adornato da pistacchi, agrumi e mandorle, si fonde perfettamente con il ponte medievale, creando una vista mozzafiato che guarda all’Etna e alle Forre laviche della Valle del Simeto. Senza dubbio è un luogo di elevatissimo potenziale turistico, mal gratificato dal manto stradale dissestato e dai rifiuti che si incontrano talvolta sulla via.

  2. Ponte Biscari
    Ponte acquedotto Biscari acquerello Houel
    Ponte-acquedotto Biscari di Adrano, acquerello di Jean Houel

    Acquedotto costruito su iniziativa del Principe Biscari, Ignazio Paternò Castello, verso la fine del ’700. L’acquedotto-ponte fu ristrutturato diverse volte. Agli inizi dell’800, dopo la fine dei lavori, divenne meta di scrittori e viaggiatori. Tra essi Jean Houel che dipinse degli acquerelli della zona. 

Come raggiungere Adrano

La città di Adrano si può raggiungere in auto, dalla circonvallazione di Catania. Bisogna immettersi all’altezza di Misterbianco sulla S.S. 121 per Paternò, da dove l’arteria prosegue in direzione di Adrano trasformandosi in S.S. 284. In alternativa, facendo riferimento alle linee della Ferrovia Circumetnea.

Cristina Di Mauro

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