Acireale / Ricordo di padre Cantarella al tradizionale convegno annuale degli ex alunni

Con il mese di maggio, è tornato puntualmente, come ogni anno, il ‘Convegno’ di primavera degli ex-alunni dell’Istituto San Michele di Acireale, diretto dai Padri della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri. All’insegna della santa letizia filippina, il glorioso Collegio si è, come da tradizione, animato la mattina di domenica 19 maggio scorso con l’incessante vocìo di quegli ex-alunni che nell’occasione celebravano il cinquantesimo, il venticinquesimo o, i più recenti, il quindicesimo anniversario del conseguimento del rispettivo diploma di maturità, classica o scientifica, secondo gli indirizzi di studio delle varie epoche.

Oggi il ‘nostro’ glorioso ‘San Michele’ è l’unico tra i diversi istituti ‘confessionali’ di scuola superiore che ancora, pur dibattendosi tra notevoli difficoltà, sopravvive e che un tempo aveva anch’esso, con le altre istituzioni consimili, largamente contribuito a che Acireale guadagnasse l’appellativo di ‘Città degli Studi’. Nel tempo, infatti, larghe schiere di discenti, interni, seminterni ed esterni, hanno popolato le aule dell’Istituto che oggi resta l’unico portabandiera di un mondo fervido di valori spirituali e culturali e che nacque nel 1875 quale erede della ‘Real Casa di Educazione’ che dal 1761 (ancora vivente il padre Mariano Patanè Leotta, fondatore dell’Oratorio acese) fino al 1863 (quando venne soppresso dalle leggi eversive dello Stato italiano) fu attivo nei locali della casa dell’Oratorio. La ‘Real Casa’ ed il ‘San Michele’, suo erede, hanno nel tempo portato avanti un’avventura che oggi non si è ancora interrotta grazie alla caparbietà dei Padri oratoriani che hanno voluto mantenere viva questa fiamma che avversità di ogni genere (su tutto la mancanza di contribuzioni da parte dello Stato oltre al progressivo forte decremento di iscrizioni) minacciano di estinguere.

Quanto alla cronaca della giornata del ‘Convegno, lo schema è stato quello solito di queste occasioni: in apertura, la Santa Messa nella cappella dell’Istituto, nell’occasione celebrata da padre Dino Magnano, ex-alunno dell’Istituto, in ricorrenza del cinquantesimo anniversario del conseguimento del diploma di Maturità Classica; nell’omelia alla pericope evangelica era immancabile il ricordo di quanti (Padri oratoriani, docenti e discenti oggi non più tra i vivi) hanno nel tempo animato la vita della comunità sanmichelina.

Di seguito, nel grande salone-teatro in stile liberty, vari interventi ‘culturali’, prima della consegna di pergamene e medaglie agli ex-alunni in anniversario. Nel proprio intervento, padre Salvatore Alberti, preposito della Congregazione acese, intratteneva i presenti sull’esortazione apostolica ‘Christus vivit’ di Papa Francesco, nella quale il Pontefice esorta i giovani a che costoro vogliano porsi in cammino con la Chiesa, istituzione che rimane aperta, comunque, ai segni dei tempi, con l’invito ad una ‘fusione di mente, cuore e mani’ che consenta loro l’annunzio della testimonianza senza lasciarsi attrarre da inganni e strade sbagliate, ma operando scelte coraggiose, dinamiche, forti e condivise.

Nel successivo intervento, il preside del liceo scientifico paritario dell’Istituto, prof. Giovanni Vecchio, ricordava la figura di padre Alfio Cantarella, direttore dell’Istituto, la cui recente scomparsa ha inevitabilmente lasciato un segno profondo nei cuori di tutti e particolarmente di quanti con lui avevano condiviso l’avventura dei tempi d’oro dell’Istituto del quale egli era stato fino all’ultimo respiro guida instancabile ed attenta. Ancor oggi, l’azione educativa dell’Istituto continua sulle orme da lui tracciate e vuol proporsi costantemente all’avanguardia anche attraverso un ammodernamento che valorizzi adeguatamente le inestimabili risorse offerte dall’Istituto, in tema, per esempio, dell’utilizzo del laboratorio scientifico o le riuscite esperienze in tema di visite guidate ai luoghi di Quasimodo e Verga o le attività del progetto ‘Alternanza scuola-lavoro’.

Altra parte ‘culturale’ era curata dal prof. Domenico Bella, il quale, per diversi anni docente di scienze nell’Istituto prima di accedere ai ruoli della scuola statale, briosamente intratteneva il sempre attento uditorio sulla tematica del recente terremoto del 26 dicembre scorso, con riferimenti ad altri analoghi eventi che da tre secoli ad oggi hanno interessato le nostre zone.

La foto di gruppo nel grande cortile interno ed il pranzo conviviale nel refettorio dell’Istituto suggellavano, infine, una giornata memorabile come tutte quelle annualmente vissute nell’Istituto, con un festoso arrivederci alla prossima occasione.

Nando Costarelli