Aci Catena / Passeggiata domenicale alla riscoperta dei Mulini ad acqua di Reitana

Grande successo della passeggiata domenicale alla riscoperta dell’itinerario dei Mulini ad acqua di Reitana – Capomulini e dell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo che ha visto la partecipazione di oltre trecento persone.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione ventiquattrenne “Pan Akis 9”, in collaborazione con la SIDRA S.p.A. di Catania, la pro loco di Aci Castello, il “Club UNESCO” di Aci Castello, il “Comitato promotore del Club UNESCO” di Catania, il Centro Studi di Aci Trezza, l’Ass. Gruppo Teatro Arte Aci Catena – Catania, l’Ass. Amico Mondo Ficarazzi e l’Ass. Sicilyit. Presenti il vice sindaco Giovanni Pulvirenti, l’ assessore al Turismo dott. Angelo Russo e l’ assessore dott.ssa Flavia Fortino, tutti a rappresentanza della giunta Olivieri, insieme a Silvana Lizzio in quanto delegato sindaco della frazione di Aci San Filippo e l’assessore Danubio di Acicastello. Una carovana di gente, tra cui molte le famiglie, ha percorso un itinerario dell’acqua a seguito delle conoscenze dello storico prof. Giovanni Barbagallo che durante il percorso, proprio come un Virgilio dantesco megafonato, mostrava ai presenti le particolarità naturalistiche del paesaggio e alcune strutture storiche, come il rudere di un antico mulino situato proprio a due passi dalla piazza della Reitana, ed il Fondaco, ovvero la locanda dove pernottavano i carrettieri.

Attraversando un percorso in cui la natura è protagonista, scoprendo le capacità del colorato mondo di un artigiano del luogo che si diverte a colorare vecchi oggetti ispirandosi allo stile del carretto siciliano, scavalcando un piccolo torrente che percorre il sottopassaggio di una casa, si è giunti alla zona archeologica di Santa Venera del Pozzo dove sono situati le antiche strutture termali romane, una sorgente d’acqua sulfurea originaria dall’Etna e prima sfruttata dalle Terme di Acireale, una chiesetta di epoca medievale ed il museo di reperti archeologici di epoca greco-romana ritrovati nella zona. Unico problema: l’erba alta e l’assenza di un percorso archeologico specifico nascondono, parzialmente e/o totalmente, alcuni ruderi romani alla vista dei turisti.

Uno tra i visitatori, dichiarando di essere stato tra gli ex volontari addetti alla pulizia della zona, ha informato della presenza di tantissimi altri ruderi nascosti in mezzo alla boscaglia e alla selvaggina, ancora in attesa di essere sottratte all’erba che in certe zone arriva ad altezza d’uomo, mentre durante il percorso il prof. Barbagallo ha fatto presente l’esistenza di un percorso alquanto suggestivo, fino a qualche anno fa percorribile, ma adesso impraticabile. Ecco che così, ad oggi – ha detto Barbagallo –  ci sono delle trattative coi privati per vedere se daranno in donazione al comune certi edifici e ruderi storici; allo scopo di rivalutare la zona, alcuni di questi edifici sono stati già ristrutturati dai privati, ma molti sono ancora i lavori da fare in tal senso.
A  tal proposito, il dott. Barbagallo ha espresso la speranza di possibili fondi provenienti da bandi europei, nazionali e regionali, per poter rivalorizzare l’area ed al contempo migliorarne la fruibilità.

Ileana Bella