Libri / Presentato ad Acireale “Tecla” di Rita Caramma, racconto di una vita travagliata

Ha parlato del suo libro, di ciò che lo caratterizza, dei suoi personaggi, della Sicilia e del suo dialetto. Lo scorso venerdì 3 maggio, nei locali della libreria Mondadori di Acireale, è stato presentato al pubblico “Tecla” (Youcanprint editore), il racconto, riproposto ai lettori in una versione aggiornata, realizzato dalla scrittrice e giornalista Rita Caramma.

Rita Caramma (a sinistra) e Gabriella Puleo

Il libro mette in primo piano la figura di una donna, Tecla, appunto, che si muove in terra siciliana, negli anni della prima guerra mondiale, e che vive tra disagi emotivi e personali. La perdita della madre e la presenza di un padre dedito all’alcol, troppo spesso violento, determinano il suo agire quotidiano e le sue scelte. “Correva e cercava rifugio dietro ogni albero … come faceva da piccola”, descrive l’autrice nel riportare la sofferenza d’animo della protagonista. La voglia di abbandonare la casa, manifestata anche dal fratello Saro, è legittima e corrisponde ad una necessità di salvezza dalla sua difficile sorte. L’autrice ha inserito nel racconto l’uso del dialetto. Parole cariche di espressività veicolate dal siciliano, che riportano le riflessioni di Tecla e le sue emozioni.

Proprio il dialetto ha costituito argomento di notevole coinvolgimento per il pubblico, che ha partecipato con spunti individuali e domande all’autrice, nel corso dell’incontro moderato dalla giornalista Gabriella Puleo.

La scrittrice ha raccontato il suo rapporto con esso e la naturalezza con cui lo ha inserito in alcune parti dell’opera. Ha descritto la sua voglia di narrare la terra in cui vive ed ha dichiarato il suo legame profondo con la stessa. Ha affermato anche di coltivare costantemente la sua passione per la scrittura e di avere altri lavori già in cantiere.

Rita Messina