Acireale / La presentazione del libro di Massimo Franco tra geopolitica e segreti del Vaticano

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In un incontro dedicato alla geopolitica mondiale e al ruolo del Vaticano, si è tenuta mercoledì 3 giugno ad Acireale la presentazione dell’ultimo libro del giornalista e scrittore Massimo Franco. In merito a “Papi, dollari e guerre. Il potere dell’America in Vaticano dai tabù del passato a Leone XIV”, insieme all’autore, hanno dialogato il giornalista Paolo Valentino e Monsignor Antonino Raspanti.

La presentazione si inserisce tra gli incontri che vengono proposti dall’amministrazione comunale di Acireale in tema culturale. Infatti, sono intervenuti il sindaco Roberto Barbagallo e il deputato ARS Nicola D’Agostino. “Questo libro ha dello straordinario perché diventa una lettura efficace e trasversale dei trecento anni di storia dei rapporti tra Stati Uniti e Chiesa” anticipa il deputato “Il punto fondamentale del libro è quello che viene definito come “il nodo irrisolto” di questi rapporti. L’elezione di Prevost, che è stata a sorpresa, potrebbe essere quella risoluzione definitiva”.

Chi è Massimo Franco

Massimo Franco (Roma, 1954) è un noto giornalista e saggista. Attualmente è editorialista politico del «Corriere della Sera» e collaboratore fisso della trasmissione televisiva Otto e mezzo su La7. Nel corso della sua prestigiosa carriera ha lavorato per testate come «Avvenire», «Il Giorno» e «Panorama». Ha altresì firmato analisi per la rivista di geopolitica «Limes» e per autorevoli pubblicazioni internazionali come «Études», «IISS Survival», il «Los Angeles Times» e il «New York Times».

Membro dell’International Institute for Strategic Studies di Londra, Franco è autore di numerosi saggi di successo incentrati sulla politica italiana e sulle dinamiche oltretevere. Tra queste si ricordano Andreotti (2010), Il Vaticano secondo Francesco (2015), C’era una volta Andreotti (2021), Il monastero. Benedetto XVI, nove anni di papato-ombra (2022), L’enigma Bergoglio (2023), Secretum. Papi, guerre, spie (2024, scritto con Sergio Pagano) e Il fantasma di Hammamet (2025). Il suo ultimo libro, intitolato “Papi, dollari e guerre. Il potere dell’America in Vaticano dai tabù del passato a Leone XIV”, è stato pubblicato da Solferino ed è incentrato proprio sulle complesse relazioni storiche e geopolitiche tra Washington e la Santa Sede.

Il “Gigante economico e il nano politico”

L’apertura della serata ha delineato la tesi di fondo del libro: l’elezione di Papa Leone XIV rappresenta la fine di un percorso storico complesso e l’apertura di un nuovo capitolo. Paolo Valentino ha introdotto un parallelismo illuminante sul ruolo della presenza americana all’interno del Vaticano, descrivendola con una metafora efficace.

“Pensando al rapporto fra la Chiesa americana e il Vaticano mi è venuto in testa il ruolo della Germania in Europa nel dopoguerra: il gigante economico, ma il nano politico. La Chiesa americana è stata sempre il vero polmone finanziario, sin dal famoso conclave del 1922, quando arrivarono i soldi dagli Stati Uniti per permettere di farlo. Eppure, a questo non ha mai corrisposto un ruolo di primo piano nella gerarchia vaticana. Questo perché, nell’accezione comune, la Chiesa cattolica americana era considerata troppo permeata di protestantesimo per incidere sulle indicazioni teologiche ed ecumeniche della Chiesa di Roma”.

Geopolitica e Vaticano / Massimo Franco nel suo libro presenta il Papa che supera i cliché

Prendendo la parola, Massimo Franco ha spiegato le ragioni profonde che hanno portato all’elezione di questo pontefice. Lo ha definito infatti come un uomo capace di scardinare i vecchi pregiudizi dell’episcopato statunitense, storicamente spaccato tra conservatori e progressisti. L’autore ha commentato la complessa identità del Papa.

“Questo è un Papa che in realtà supera i cliché. Il fatto che venga chiamato un “Latinyankee” sembra una contraddizione interna”. Ma in realtà in Papa Leone XIV vi “sono due identità amalgamate. Questo è un Papa che serve a riunificare identità differenti, ad avvicinarle” aggiunge Massimo Franco. “Serve a ricomporre l’unità della Chiesa Cattolica e a tornare a governarla rilegittimando le istituzioni vaticane, sfibrate dal doppio trauma della rinuncia di Benedetto XVI e di un pontificato anomalo come quello di Francesco”.

A tal proposito, l’autore ha citato la nomina pragmatica ed “esplosiva” di una donna messicana quarantenne, ex direttrice della potentissima ed emittente conservatrice americana EWTN, a capo della comunicazione vaticana. “Il Papa non asseconda gli ambienti tradizionalisti, li abbraccia e li sfida, usandoli per riprendere i rapporti con un mondo cattolico statunitense che negli anni di Francesco si era allontanato”.

La polarizzazione americana vista da vicino

Monsignor Antonino Raspanti ha confermato la spaccatura vissuta per decenni oltreoceano, portando la propria testimonianza diretta e offrendo un curioso aneddoto per far comprendere la gravità delle contrapposizioni civili e religiose negli Stati Uniti.

franco libro geopolitica vaticano raspanti“Ci fu un periodo in cui io sono stato in una parrocchia americana in cui il parroco e il viceparroco non si salutavano. Non hanno mai mangiato insieme, perché uno era democratico e faceva campagna elettorale, e l’altro era repubblicano. Noi in Italia non abbiamo mai compreso queste terribili contrapposizioni nella Chiesa tra tradizionalisti e liberali”.

Raspanti ha poi aggiunto che Leone XIV, grazie al suo pragmatismo middle class unito a vent’anni di esperienza missionaria, si sta dimostrando l’unico nocchiere in grado di ricucire queste ferite.

I paradossi della Casa Bianca: da Kennedy a Reagan

Un altro momento saliente della presentazione del libro di Franco ha riguardato i rapporti tra il Vaticano e la geopolitica statunitense. Massimo Franco ha analizzato il paradosso per cui la Santa Sede ha storicamente goduto di migliori intese con i presidenti protestanti rispetto a quelli cattolici. Ha infatti definito John F. Kennedy un “cattolico riluttante” che arrivò persino a nascondere i messaggi del Papa per timore di essere accusato dall’opinione pubblica di subalternità a Roma.

Al contrario, la vera svolta arrivò nel 1984 con il repubblicano Ronald Reagan. Franco ha spiegato le dinamiche del periodo.

“Fino all’83 non c’erano mai state relazioni diplomatiche piene perché l’opinione pubblica americana non capiva come si potesse avere un rapporto ufficiale con una religione. Con Reagan e Papa Wojtyła, galeotto fu il comunismo: entrambi compresero che collaborando per far crollare il regime in Polonia, il resto dell’Europa avrebbe seguito. I repubblicani poterono farlo perché, non essendo cattolici, non erano sospettati di essere subalterni al Papa”.

Geopolitica e Vaticano / Franco nel suo libro descrive il complicato asse con la Cina

La discussione si è poi spostata sul rapporto con la Cina e al controverso accordo segreto del 2018 per la nomina dei vescovi. Massimo Franco dedica un intero capitolo del libro a questo tema, svelando i retroscena delle forti tensioni interne alla Curia. “In Vaticano c’è un partito che ritiene l’accordo necessario per non isolare i cattolici clandestini, e un partito anticinese fortissimo. […] Se i cinesi violeranno l’accordo, questo Papa non si farà scrupoli a essere netto con Pechino così come lo è stato con Trump”.

Sullo sfondo dei negoziati con la Cina, Monsignor Raspanti ha ricordato con sorpresa l’improvvisa beatificazione lampo del francescano acese Gabriele Allegra nel 2012, organizzata in appena 40 giorni su pressione della Segreteria di Stato non appena il governo di Pechino diede un inaspettato via libera.

Verso la Pax Leoniana

L’incontro si è concluso guardando al futuro della Chiesa e alla definizione della cosiddetta Pax Leoniana. Nelle battute finali, Massimo Franco l’ha descritta come il “tentativo e la sfida di ricomporre l’unità e il governo della Chiesa dopo anni di forti tensioni, proiettando nel mondo la voce di un Vaticano di nuovo credibile perché unito”.

Un auspicio condiviso da Monsignor Raspanti, che ha delineato il pontefice come un leader finalmente proiettato oltre il Novecento. “Leone si getta in avanti e progetta il futuro, superando i vecchi nodi irrisolti. È il nocchiere che ha la forza di portarci oltre”.

Sabrina Levatino