Aci Platani / Dopo la riapertura della chiesa Madre, la comunità parrocchiale prova a ripartire dall’essenziale

Dopo la riapertura al culto della chiesa Madre, avvenuta nel rispetto delle norme vigenti, con le celebrazioni delle sante messe tra sabato 23 e domenica 24 maggio scorso, la Comunità parrocchiale di Aci Platani prova a muovere i primi passi, nella consapevolezza che quando le cose si fanno difficili è necessario ripartire da ciò che è essenziale, indispensabile e vitale.
E’ stato così ieri, domenica 14 giugno, in occasione della solennità del Corpus Domini. Una festa molto sentita e partecipata nella comunità platanese, ma che quest’anno ha subito un sostanziale cambiamento rispetto al suo consueto svolgimento.
A causa della pandemia da Covid-19, dopo la messa vespertina, non si è svolta l’attesa e sentita processione cittadina con il SS. Sacramento che coinvolge tutta la comunità nella preparazione dei tanti altarini, allestiti per l’occasione nei diversi quartieri.
Ogni anno il momento della sistemazione degli altari viene vissuta in un’atmosfera di gioia contagiosa, capace di coinvolgere tutti, piccoli e grandi, nello sforzo di creare apparati belli ed accoglienti, in un contesto di sfarzo e di luci, adoperando tendaggi, lenzuola ricamate e coperte pregiate. Lì, poi, il sacerdote poggia l’ostensorio sul piano parato a festa, come su un vero altare, da cui, dopo il canto del Te Deum, prima di riprendere la processione, impartisce la benedizione alla gente del quartiere.
Non è stato possibile quest’anno rivivere questo antico rituale che affonda le sue radici nel lontano passato, in tempi e modi che ci sono stati consegnati da chi ci ha preceduto nella fede. Ma è stata festa lo stesso!
Nella mattinata, alla fine delle messe, i fedeli hanno avuto la possibilità di sostare in chiesa per una preghiera eucaristica. Mentre la sera, subito dopo la comunione, è stato esposto il SS. Sacramento nell’ostensorio per un momento di adorazione.
A seguire si è tenuta una breve processione interna, fino a raggiungere il sagrato della chiesa da dove don Salvatore Coco, tra la commozione dei fedeli, ha impartito la benedizione eucaristica a tutto il territorio parrocchiale, ancora fortemente segnato dalle tante ferite generate dall’evento sismico del 26 dicembre 2018.
Molto bella ed apprezzata l’iniziativa dei giovani che, nel rispetto delle tradizioni, hanno voluto allestire davanti al sagrato una piccola infiorata, riproducendo in due bellissimi quadri di delicati fiori colorati, i segni eucaristici del Corpo e Sangue di Gesù. Una festa quindi segnata dall’essenzialità, così come è avvenuto la sera di venerdì 12, quando le diverse realtà parrocchiali si sono ritrovate in chiesa per sostare in preghiera in compagnia di Gesù.

Giovanni Centamore

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