Aci S. Antonio / Confronto costruttivo tra amministratori e Acoset sui disservizi idrici

È durata circa tre ore la Conferenza dei Servizi tenutasi ieri mattina presso la Sala Pluriuso del Palazzo Cantarella, ad Aci Sant’Antonio, legata ai disservizi idrici che attanagliano da tempo la cittadina.
Oltre al sindaco Santo Caruso – informa una nota stampa del Comune –  alla Presidente del Consiglio, Lucia Rapisarda, ad alcuni consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, erano presenti, il presidente di ‘Acoset’ Diego Di Gloria, il direttore tecnico dell’Azienda, Enrico Greco, il responsabile del Settore per il Comune santantonese, ing. Ciancio, e diversi cittadini in rappresentanza dei comitati spontanei.

Il saluto del presidente Acoset, Diego Di Gloria

Sono state evidenziate le diverse problematiche relative soprattutto alle carenze idriche, più di una volta non comunicate e divenute quasi croniche nell’ultimo periodo, oltre ai costi in bolletta, alle forniture che in diversi casi appaiono sporche e alle perdite delle
condutture.
L’ingegner Greco ha cercato di dare risposta chiarendo che ‘Acoset’ è spesso vittima degli stacchi di energia elettrica da parte di Enel, che solo negli ultimi due mesi ne ha fatti contare ben 35, di cui 11 senza preavviso (avvenuti nella notte), e ha chiarito come ogni stacco comporti, per una ripartenza della fornitura a piano regime, ben 8 ore di tempo.
È stato chiarito, però, che Enel ha assicurato che non verranno effettuati stacchi programmati nei mesi di luglio e agosto, e la speranza è che non si verifichino guasti.
Ha poi reso noto come ‘Acoset’ non riceva finanziamenti pubblici, potendo contare solo sugli introiti derivati dai pagamenti delle utenze.
Su base di quanto dispone, quindi, utilizza solo 1.800.000 euro l’anno per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’intera rete dei Comuni ai quali fornisce l’acqua, che è la cifra stabilita dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, quando invece servirebbero interventi per una spesa stimata intorno a 7.000.000 di euro.
Esiste quindi un serio problema di disponibilità economica, e riguardo i finanziamenti è stato sottolineato come gli investimenti della Regione sulle reti idriche siano bloccati a causa delle problematiche sorte dopo la nascita delle ‘Ato Acque’, che hanno di fatto bloccato, con il loro evolversi negativo, ogni forma di erogazione di denaro pubblico in questo senso.
Le condutture, che non appartengono al Comune ma ad ‘Acoset’ (come
sottolineato dalla stessa Azienda) e che andrebbero sostituite ogni tre
decenni, sono purtroppo molto vecchie, e le perdite occulte (figlie del
terreno lavico che spesso le nasconde inesorabilmente) sono numerose.
Vero è che il centro di Aci Sant’Antonio tiene celata una rete realizzata anni fa, ma si tratta di una rete che non può essere attivata perché carente di tubature secondarie, di capillari, di apparecchi di manovra e quant’altro: Di Gloria e Greco hanno spiegato che per utilizzarla adesso occorrerebbe un investimento di circa 3.000.000 di euro, attualmente impensabile per i motivi di cui sopra.
I consiglieri di opposizione presenti hanno sottolineato come Aci
Sant’Antonio possieda il 5% delle azioni di ‘Acoset’, e che potrebbe impugnarle e cederle, ma allo stesso tempo hanno auspicato che ciò non
avvenga, spingendo verso il dialogo e la ricerca di soluzioni.
In questo senso l’Azienda si è mostrata disponibile, facendo presente che è
pronta, coi propri tecnici, a verificare ad esempio le problematiche
relative ai contatori, ai cosiddetti ‘sfiati’: Greco ha segnato le criticità esposte rassicurando sui sopralluoghi, e chiarendo anche che dal prossimo mese sarà ‘Acoset’ stessa ad effettuare le letture, e non più la ditta a cui il servizio era stato appaltato.
Il presidente Di Gloria, poi, ha fornito il numero di telefono personale ai presenti, esortandoli a chiamarlo e a prendere appuntamento con lui per verificare le criticità, ferma restando la disponibilità del nuovo call center,
attivo da giugno e – a detta dell’azienda – certamente più efficiente
del precedente.
È stato anche fatto presente che nel caso in cui si verificassero casi
di criticità tali da richiedere l’intervento dell’autobotte, la stessa verrebbe fornita gratuitamente da ‘Acoset’ nel giro di uno, massimo due giorni, dietro richiesta via mail, nella quale indicare cognome  e nome dell’intestatario del contatore, il numero del contatore, l’indirizzo e un recapito telefonico.
In merito ai problemi sulle forniture e al potenziamento della rete in vista della stagione estiva, infine, è stata confermata la recente acquisizione legata al pozzo ‘AISA’ di Sidra, per una erogazione – ha precisato Di Gloria – di 12 litri al secondo, ed è stata annunciata una novità legata a un pozzo acquistato nel Comune di San Giovanni La Punta, pozzo dal quale verranno erogate, soprattutto per il centro e la frazione di Lavina, 50 litri al secondo (ma quando sarà a regime riusciranno ad arrivare 150 litri al secondo).
Il presidente di ‘Acoset’, inoltre, ha fatto sapere che su suggerimento del sindaco Caruso si è recato a Zafferana per incontrare il primo cittadino e
verificare la possibilità di una ulteriore erogazione proprio da quel
Comune, in modo da agevolare i territori delle frazioni di Monterosso e
Lavinaio, confermando la bontà dell’idea, che però dovrà attendere i tempi tecnici di ultimazione di lavori di recupero che si sono resi necessari subito dopo il sisma del 2018.
“È stato un buon momento di confronto civile – ha dichiarato il primo
cittadino – che ha reso evidente da un lato la disponibilità di ‘Acoset’, dall’altra la coesione dei santantonesi. Stiamo lavorando a pieno regime perché si arrivi a soluzioni concrete, e questo è stato un passo ulteriore”.

Print Friendly, PDF & Email