Aci Sant’Antonio / Albero Falcone: una targa nell’istituto De Gasperi

Gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Alcide De Gasperi” di Aci Sant’Antonio si sono riuniti, in una piccola rappresentanza, attorno all’‘albero Falcone’, il ficus macrophilla columnaris magnoleides per una cerimonia commemorativa.
L’albero era stato piantato durante una manifestazione sulla legalità nel 1993, un anno dopo la strage di Capaci, a testimoniare l’importanza del ricordo nella lotta alla mafia.

Albero Falcone per tenere vivo il ricordo

I ragazzi – si legge in una nota del Comune –  nel corso della ‘settimana della legalità’, cioè dal 17 al 22 maggio, hanno realizzato disegni e poesie. Hanno scritto riflessioni e hanno dipinto mattonelle con temi floreali e parole legate alla legalità, disponendole poi intono all’albero. E nel corso della mattinata di oggi è stata inaugurata una targa commemorativa legata proprio al ficus e a quello che rappresenta. La ‘Fondazione Falcone’  lo ha inserito, infatti, fra gli ‘alberi della legalità’.

Targa albero Falcone
I rappresentanti del Comune e dell’istituto De Gasperi

Erano presenti, oltre ai ragazzi, il sindaco Santo Caruso, l’assessore ai Beni confiscati alla mafia, Quintino Rocca, la dirigente scolastica, prof.ssa Silvana Di Bella. E ancora  il presidente dell’associazione “Cives Pro Civitate” – per la diffusione della cultura della legalità, dott. Lo Bello, e la referente alla Legalità, prof.ssa Valeria Aloisi.

“I ragazzi che piantarono quell’albero sono i quarantenni di oggi – ha dichiarato il primo cittadino – e passando da qui, davanti la scuola, alla vista dell’albero la loro memoria va a quel giorno. Questa targa, oggi, sottolinea l’importanza di quel gesto. L’importanza della volontà di un segno concreto per conservare la memoria di un dramma che ha scosso la società. Ma che è riuscita però a svegliarla da quel torpore che la vedeva quasi rassegnata nel convivere con la mafia.elaborati su Falcone

Gli interventi di magistrati come Giovanni Falcone cambiarono radicalmente le cose a partire dal maxiprocesso. E si ebbero condanne che da quel momento fecero così male alla mafia da portarla alla peggiore delle vendette. La  vendetta innescò, però, quell’inversione di tendenza generando anche la condanna della società civile, finalmente unità nella lotta.
“Questi ragazzi oggi, nella scuola, luogo principe per acquisire gli strumenti utili per affrontare la società, tengono viva la fiamma di quel ricordo. Ed è un importante segnale per continuare a coltivare la memoria”.

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