Aci Sant’Antonio / Col progetto “Maggiu sicilianu”, nasce una struttura protetta per donne vittime di violenza

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Maggiu sicilianu

Si chiama “Maggiu sicilianu” il progetto del 2021 finalizzato alla riqualificazione di una villa confiscata alla mafia nel comune di Aci Sant’Antonio. Questo lavoro, che oggi è finalmente in fase di completamento, era finalizzato alla realizzazione di una struttura protetta per accogliere le donne vittime di violenza e i loro figli. Il nome del progetto viene fuori dalla canzone di Mario Incudine “Duminica matina”. Un brano dedicato a coloro che trovano la forza di ribellarsi e denunciare i crimini di mafia.

Audrey Vitale Quintino Rocca Nicolas Rapisarda Lella Cutuli
Audrey Vitale, il sindaco Quintino Rocca, Nicolas Rapisarda, Lella Cutuli

Venerdì 29 dicembre, nei locali della biblioteca comunale di Aci Sant’Antonio, si è tenuto un convegno dal titolo “Donne Rinascita e legalità” proprio per parlare del progetto, realizzato con il cofinanziamento dell’Unione europea. Sono intervenuti il sindaco Quintino Rocca e l’assessore alle Pari opportunità, Agata Spinto. Poi la responsabile alla comunicazione, Audrey Vitale, e l’ingegnere Andrea Nicolas Rapisarda. E anche la dott.ssa Lella Cutuli, presidente della Rete D’Oro Ets, associazione contro la violenza alle donne.

“Maggiu sicilianu”, l’impegno dell’amministrazione comunale

L’assessore Agata Spinto ha aperto il convegno ribadendo l’importanza dell’argomento che deve essere affrontato ogni giorno e non solo il 25 novembre. Ha presentato gli intervenuti che rappresentano la nascita del centro antiviolenza, e la dott.ssa Lella Cutuli che rappresenta l’operatività dello sportello antiviolenza che è attivo e ben consolidato   sul territorio dall’8 marzo 2019. Ha auspicato che gli abitanti santantonesi sappiano accettare ed accogliere nel modo migliore la realtà che a breve verrà fuori da questo progetto.
Il piano è stato avviato dall’amministrazione Caruso grazie ad un finanziamento dell’Unione europea, al quale ha concorso con altri comuni, e che ha dato la possibilità di riqualificare questa villa confiscata alla mafia.

Agata Spinto assessore pari opportunità
Agata Spinto, assessore alle Pari opportunità

Il sindaco Quintino Rocca ha manifestato la propria soddisfazione nel vedere realizzato questo progetto che ha risentito delle difficoltà oggettive come il covid, e i rincari dei materiali. Ma le difficoltà, secondo il primo cittadino, si superano con l’impegno e l’amministrazione si è impegnata a superarle. Il paese è arrivato primo a conquistarsi il finanziamento e adesso è primo a concludere i lavori. Il sindaco ha ribadito che solo facendo rete, come hanno fatto tutti quelli che hanno collaborato, si arriva a concludere con ottimi risultati.

Audrey Vitale

“Maggiu sicilianu”, Audrey Vitale ha spiegato il progetto

Audrey Vitale ha spiegato in cosa consiste il progetto. Ha elogiato il comune per avere aderito a questo lavoro così importante. Ha ribadito che una donna allontanata dalla sua casa per violenza domestica non ha bisogno solo di una casa rifugio, che sicuramente è importante. Il progetto deve anche assicurare ad ogni donna la possibilità di rinascere. Proprio per questo la casa sarà dotata di un’ équipe di tecnici come psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali, avvocati che possano accompagnare queste donne ed i loro figli alla piena realizzazione di una nuova vita.
Finiti i lavori – ha ribadito Vitale – toccherà al paese, ai suoi abitanti, mettere a disposizione un po’ del loro tempo, ciascuno con le proprie competenze, al servizio di questa “comunità”. Si cercherà, comunque, di fare tanti piccoli progetti per i bambini e per le mamme.

L’ingegnere Andrea Nicolas Rapisarda ha parlato nella duplice veste di collaboratore nella progettazione per la riqualificazione e coordinatore sociale. Afferma che il progetto è stato una sfida, soprattutto perché uno dei pochi beni confiscati alla mafia. Hanno avuto tanti momenti di confronto ma con la consapevolezza di avere l’amministrazione vicina: la precedente  e quella dell’attuale sindaco. Ha ribadito che la casa che vedrà la luce deve essere rifugio per ricominciare, ma deve diventare, per ognuna della donne che vi abiteranno, momento di rinascita.
Sono stati previsti diversi ambienti quali angoli di letture, di fitness, di giochi per i bambini. Tutti ambienti pieni di luce, perché non si veda come una tana: la luce porta sempre speranza.

Lella Cutuli
Lella Cutuli, presidente dell’associazione “Rete doro”

L’intervento di Lella Cutuli

È stata poi la volta della direttrice dello sportello antiviolenza ”La rete d’oro Ets”, Lella Cutuli. Prima del suo intervento è stato proiettato un video, prodotto dall’associazione, molto toccante, dove le stesse protagoniste che hanno subito violenza, col volto velato, hanno raccontato la loro realtà.
La Cutuli ha ribadito che lo sportello si occupa della violenza di genere, nei confronti delle donne. L’associazione ha sede ad Acireale ma  si occupa anche dei paesi limitrofi, tra cui Aci Sant’Antonio. Solo le donne consapevoli di subire violenza possono iniziare un percorso che le liberi da queste situazioni.

“La rete d’oro” accoglie donne sia italiane che straniere, vittime di qualunque tipo di violenza o coercizione. Inoltre è formata da tante figure essenziali, per dare supporti concreti e professionali a chi ha bisogno, come psicologhe, assistenti sociali ed avvocati. Ognuno ha frequentato dei corsi di formazione specifica per arrivare preparato alle finalità previste. Inoltre, l’associazione propone corsi di formazione per chi si vuole avvicinare a queste attività. ”La rete d’oro” è molto attiva nelle scuole con delle mini conferenze, anche alla scuola primaria, su argomenti caldi come il bullismo che, sicuramente, è il germe iniziale della violenza.

Mariella Di Mauro

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