Acicatena ha ospitato nel teatro parrocchiale della Matrice il primo di una serie di incontri sulla legalità che si svolgeranno periodicamente nel comprensorio delle Aci. Lo scopo è sensibilizzare l’opinione pubblica affinché non si ripetano episodi di violenza di genere, piaga sociale che occupa spesso la cronaca nera.
La conferenza è stata seguita con grande partecipazione e interesse di pubblico.
Grazie alla delicatezza dei toni, alla voluta semplicità del linguaggio nel fornire dati specifici e informazioni, è stata creata un’ atmosfera che ha trasportato il pubblico verso la consapevolezza che la violenza di genere, che spesso sfocia in femminicidio, è sovente esercitata in ambienti considerati sicuri, protetti, da persone “al di sopra di ogni sospetto” quali mariti, familiari, amici, fidanzati che nascondono il loro vero volto dietro una maschera di perbenismo.
Diminuiscono i reati di stupro e aumentano i femminicidi

I dati enunciati dalla moderatrice dell’incontro dott.ssa Elisa Cutuli, giornalista, e dal Comandante della Caserma dei Carabinieri di Acireale, Domenico Rana, mostrano un trend in diminuzione per alcuni reati specifici come lo stupro e mettono in evidenza un substrato alimentato da paura, silenzio, mentalità patriarcale ben radicata in chi esercita la propria forza e in chi la subisce.
La giurisprudenza si è arricchita nel tempo di leggi sempre più mirate sia a combattere il fenomeno sia nel sostegno delle vittime. Si è passati dal delitto d’onore che quasi legittimava l’assassinio, a leggi che condannano l’esecutore del delitto per femminicidio. Parimenti sono aumentate le misure a tutela della vittima oggetto di molestie fisiche e psicologiche.
Le violenze trasversali
La scelta di invitare Giovanna Zizzo, madre di Laura Russo, uccisa dal padre nel 2014, quindi testimone di femminicidio, non è avvenuta per caso. Non sempre la violenza avviene in modo diretto con l’eliminazione del soggetto principale. Ma si sviluppa trasversalmente come punizione per mancanze ricevute, colpendo negli affetti più cari, come nel caso della signora Zizzo. Il racconto dell’evento, intriso di dolore mai sopito, vuole essere allo stesso tempo denuncia e seme di speranza, un invito a ribellarsi con coraggio a qualsiasi forma di violenza.
Esistono purtroppo sacche di mentalità patriarcale ben radicate sia in ambienti degradati che in ambienti non sospetti. La cultura dell’uomo superiore alla donna per forza fisica e capacità intellettuale è presente in tutti gli strati sociali e ambienti di lavoro. Cambia l’aspetto ma non la sostanza che diventa più sottile, più subdola.
Promuovere attività in favore delle donne
Afferma don Carmelo Sciuto, parroco del Santuario Maria SS della Catena, che ha ospitato l’evento che ”è necessario che ci siano giornate dedicata alla memoria e di educazione alla non violenza e alla legalità, al rispetto reciproco” rivolgendo l’invito alle realtà educative, alle associazioni e “a tutti coloro che hanno la possibilità di dire una parola sulla legalità e sul rispetto della donna e sul rispetto in genere della persona”.
La sindaca prof.ssa Margherita Ferro, nel suo intenso e vibrante intervento, ha ribadito più volte con forza il principio di autodeterminazione, di indipendenza economica e personale per attuare una piena autonomia. E l’impegno del Comune nel promuovere attività in favore delle donne come la “Sartoria Sociale” che prenderà il via agli inizi del prossimo anno. E anche l’Osservatorio contro la discriminazione di genere, già operativo.
Ci si augura che queste giornate dedicate non siano vuota memoria ma semi che faranno germogliare uomini nuovi.
Angela Pirronello
