La suggestiva cornice della Galleria Operà – Art Gallery and Events di Acireale, diretta da Salvatore Scarabelli, ha ospitato la mostra “Quattro per Cinque”. Si parla di un evento che ha saputo intrecciare la forza della ricerca artistica contemporanea con la memoria del grande Novecento pittorico italiano e siciliano.
L’esposizione, allestita in uno spazio di rara eleganza – con tetti a volta, dettagli in pietra lavica e un’atmosfera sospesa tra storia e innovazione – ha offerto ai visitatori un viaggio sensoriale tra luce, materia e identità mediterranea.
Operà, nel cuore del centro storico acese, è oggi un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Sicilia. Un luogo dinamico in cui la tradizione architettonica incontra il linguaggio visivo del presente, in un continuo dialogo tra artisti, territorio e comunità.
Mostra “Quattro per cinque” / Le protagoniste e le loro poetiche
Protagoniste di questa edizione sono state Adele Castro, Elisa Marchese, Enza Palumbo e Lucia Mignosa, quattro artiste accomunate da una profonda tensione verso la ricerca e l’emozione. Talenti che hanno saputo raccontare l’essenza del femminile nell’arte, attraverso linguaggi differenti ma armonici.
Nel desiderio di interpretare la cifra stilistica delle artiste protagoniste, si propone di seguito l’analisi di alcune opere esposte all’interno della mostra “Quattro per Cinque”.
Le letture critiche sono affidate alle voci autorevoli di Amedeo Fusco e Rosario Sprovieri, Giuseppe Milone, Giuseppe Sciacca e Margherita Porrovecchio.
Esse offrono – ciascuno con la propria sensibilità – una testimonianza d’arte capace di restituire la profondità espressiva e il valore poetico delle autrici in mostra.
Adele Castro
Opera: Il Camaleonte
Olio su tela cm 40 x 50 – anno 2025
La pittrice Adele Castro, per le sue visioni d’arte, predilige la staticità e il movimento. Per le sue opere pittoriche, privilegia le atmosfere e le arie del silenzio, per questo ha sviluppato una vera e propria passione per scenari pittorici che propongono la magia della descrizione della natura morta. La sua natura morta è una composizione poetica, dove le parole sono affidate alla luce e ai colori di cose e oggetti disposti con sapienza, nello spazio delimitato del supporto.
I dipinti della Castro sono sempre connotati dai vari elementi, e luci e ombre che costituiscono una visione armonica ben dosata, sia sotto il profilo delle forme ritratte, sia sotto il profilo della gamma dei colori che ella plasma con maestria. Le sue gesta ci inducono a pensare ai maestri del passato. La sua pittura contiene la conoscenza della materia, la consapevolezza di un mondo pittorico che è narrato nella storia dell’arte. I suoi frame sono tagli e inquadrature consapevoli. (Amedeo Fusco e Rosario Sprovieri)
Elisa Marchese
Opera: Il Gallo Bianco
cm 30 x 18 x 28 – anno 2025
L’artista ci ha fatto già conoscere le sue pitture in stile informale, adesso presenta la sua attività come modellatrice di argilla. È una serie che verte sui rinoceronti, coccodrilli, libellule e galli. Superando con indubbia maestria la gravità intrinseca alla creta, i suoi animali riescono ad esprimere vitalità e forza ma anche sacralità. Più che bestie sono infatti archetipi provvisti di una loro anima. Intendono esprimere non solo la loro forza ma anche quella generale ed unica della natura. Così a guardarli ci mettono in contatto con le nostre radici più profonde. È da ciò che nasce grande fascino e sacralità. (Giuseppe Milone)
Enza Palumbo
Opera: Farfalla su girasole
Punta secca cm 23 x 30 – anno 2025
La forza del segno è la prima cosa che colpisce l’occhio dell’osservatore. L’artista Enza Palumbo ha una lunga carriera come grafica ed un felice periodo che ha dedicato alla decorazione. Nella produzione odierna, si rivolge sia alla natura fatta di possenti girasoli, sia alle figure femminili di carattere onirico. La caratterizzazione del segno la inserisce nella figurazione espressionistica, le trame grafiche sembrano pervase da un velluto morbido che solo la punta secca riesce a dare.
L’artista, formatasi presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, ha seguito ed elaborato gli insegnamenti e gli influssi dei suoi maestri. Per la Palumbo, il disegno grafico è l’unico mezzo per dare vita ad una idea creativa mentre la personale rielaborazione arricchisce la trama segnica. Attualmente, è impegnata in una ricerca che porta avanti una tematica che si sviluppa come una serie di fotogrammi che si focalizzano in un concreto racconto sulla Figura-Natura. Di volta in volta il linguaggio e le tecniche espressive si rinnovano. Infatti, nei suoi lavori, si nota una progressiva maturazione e soprattutto la capacità interpretativa di un’artista sempre alla ricerca di nuove forme. (Giuseppe Sciacca)
Lucia Mignosa
Opera: Due Bagnanti
Acrilico e pastello ad olio su tela cm 50 x 40 – anno 2024
Interessata alla ricerca sulle immagini, il movimento ed il corpo, le opere di Lucia Mignosa si concentrano sull’interpretazione dinamica, anatomica e fluttuante dei sentimenti, rendendo visibile l’invisibile. La raffigurazione dell’energia quantistica che spiega la vivacità di un corpo nell’anima e nei movimenti, si rimanda allo studio di tecniche diverse, stanche della pittura categorica, ma lanciata verso suggestioni metafisiche della gioia e del dolore.
Cercando situazioni difficili da gestire per rendere stimolante il processo pittorico, i colori si accendono, si anneriscono, si mischiano, dando spessore alla profondità delle cose scavando nell’anima della figura, per dinamizzare le espressioni di ogni suo sentimento, fatto energia, velocità, lentezza, colore, incisione.
Giocando con i contrasti di temperature e atmosfere con esercizi di replica, di cancellazione e ripetizione, si genera una tecnica che sperimenta l’equilibrio instabile dei corpi, proprio come la materia che li compone, ottenendo effetti pittorici che mescolano realtà e magia, rinascita, crescita, metamorfosi. Un invito allo spettatore, di catturare uno spazio temporale: la scienza quantistica e metafisica che sogna le emozioni. (Margherita Porrovecchio)

Un ponte tra generazioni: la memoria del Novecento e la contemporaneità
Accanto a queste nuove voci dell’arte, la Galleria Operà ha ospitato una mostra permanente di autori contemporanei e maestri del Novecento, creando un continuo dialogo tra generazioni artistiche.
Tra i nomi in esposizione figuravano Gianni Moramarco, con le sue affascinanti sculture luminose 3D dedicate alla Sicilia e ai suoi paesaggi iconici. Si rammenta poi, Pietro Alessandro Trovato, Antonio Sciacca e Giuseppe Sciacca, interpreti di una pittura in costante equilibrio tra radici e sperimentazione.
Il percorso visivo si completava con un omaggio ai grandi protagonisti del Novecento italiano e siciliano:
Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Salvatore Fiume, Elio Romano, Domenico Cantatore, Jean Calogero. Ed ancora, Franz Borghese, Athos Faccincani, Lucio Del Pezzo, Alberto Sughi, Franco Azzinari, Mario Schifano, Pietro Annigoni e Meloniski da Villacidro.
Autori che, con linguaggi diversi, hanno dato forma a un secolo di sperimentazione visiva, in cui la luce mediterranea si fa colore, forma, pensiero.
La mostra “Quattro per cinque” in uno spazio aperto al dialogo
Come ha ricordato Salvatore Scarabelli, “la Galleria Operà nasce per essere uno spazio aperto al dialogo, dove l’arte, in tutte le sue forme, si connette con la città e con le persone. Crediamo che la bellezza non sia solo contemplazione, ma partecipazione e crescita collettiva”.
Si parla, invero, di un’eredità di intenti che affonda le radici nella lunga esperienza del padre Salvatore Scarabelli. Quest’ultimo è una figura storica del collezionismo e della promozione artistica in Sicilia, da oltre cinquant’anni attivo nella diffusione della cultura visiva.
In chiosa, la mostra “Quattro per Cinque” ha rappresentato dunque un ponte generazionale e culturale tra passato e presente, un invito a riscoprire – attraverso la creatività – la forza identitaria dell’arte e la vitalità di una Sicilia che continua a produrre bellezza.
Come scriveva Renato Guttuso, “l’arte non è mai un’isola, ma un ponte tra ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare”.
E la Galleria Operà … continua a essere quel ponte luminoso tra memoria, emozione e futuro.
Luisa Trovato
