Acireale / Appello del rettore don Rocca: “Salviamo la casa di San Sebastiano, casa di tutti”

Ad Acireale, la Basilicata di San Sebastiano, che è sotto la tutela dell’Unesco, è molto amata dagli acesi, perché è un opera grandiosa voluta fortemente dai nostri antenati, un’opera ammirata da tanti turisti e da intere generazioni studentesche, non solo della città ma di tutto il territorio ed anche da studenti provenienti da varie regioni italiane e dall’ estero.
La facciata barocca ė molto originale sia per il campanile incorporato ad essa sia per lo scenario del sagrato sopraelevato circondato da statue bibliche e di santi. Un giorno a Londra, entrando in un’agenzia di viaggio, ho avuto un’istantanea sensazione di trovarmi ad Acireale, dato che mi trovavo davanti ad un grande poster della Basilica di San Sebastiano.
Purtroppo delle infiltrazioni di acqua piovana stanno provando alterazioni in tanti dipinti, specie della navata sinistra; anche si notano macchie di umidità nella navata centrale. Possiamo dormire tranquilli? Direi di no: dobbiamo subito passare all’azione ovvero aiutare questo splendore a vivere inalterato per noi e per i posteri. E, in quest’operazione, impareggiabile è il Rettore, don Vittorio Rocca, che ė già in contatto con l’architetto Raneri per intervenire tempestivamente sia per la salvaguardia della Basilica dall’umidità, sia per la realizzazione di una rampa per i diversamente abili, che senza dubbio hanno diritto a goderne. È stata già attuata qualche iniziativa, quale il concerto di sabato 10 dicembre per la raccolta fondi ed altre sono in progetto. Ascoltiamo quanto dice don Vittorio.
 Il culto di San Sebastiano sorse nella chiesetta di Sant’Antonio di Padova. Quando si passó all’attuale Basilica e perché?
“Nel 1609. I devoti di San Sebastiano erano moltissimi per cui la chiesa di Sant’Antonio non era più adatta a contenerli. Pertanto venne costruita l’attuale Basilica essendone libera l’area nel centro storico”.
 Il terremoto del 1693 distrusse buona parte di Acireale e addirittura si parla di un migliaio di vittime. I superstiti per ringraziare Dio del dono della vita, secondo la leggenda popolare, vollero abbellire le tre Basiliche del Centro storico; non è così?
“E’ certo che il terremoto distrusse la sagrestia della Basilica, che venne ricostruita. La facciata è del tutto nuova secondo lo stile barocco con il campanile dotato di belle campane per le sette congregazioni della Basilica”.
Per desiderio del Rettore, ecco l’annuncio: “Salviamo la casa di San Sebastiano, casa di tutti”.

Anna Bella

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