Acireale / Folla e consensi per il concerto natalizio de “I Beddi” con canti e musiche della tradizione siciliana

Un momento del concerto acese
Un momento dell’apprezzata esibizione acese

Strepitoso successo di pubblico e di critica per il gruppo de “I Beddi“, che  venerdì 26 dicembre si sono esibiti nella chiesa di San Rocco di Acireale nell’ambito del cartellone delle manifestazioni natalizie organizzate dall’amministrazione comunale.

La scelta si è rivelata quantomai azzeccata. Il concerto ha confermato le qualità individuali dei quattro componenti (Davide Urso, Mimì Sterrantino, Giampaolo Nunzio e Pier Paolo Alberghini) di un gruppo musicale che da sempre si contraddistingue per il grande lavoro di ricerca sulla musica tradizionale e, al contempo, per la capacità di innovare la cultura musicale siciliana; doti per le quali è stato recentemente insignito a Siracusa del premio “Corrado Maranci 2014” per la musica folk.

Nonostante un’acustica non proprio impeccabile – la chiesa di San Rocco, si sa, non offre standard ottimali al riguardo – questo quartetto di “musicanti di Sicilia“, guidato dall’acese Davide Urso (in arte “Tamburo di Aci”), ha deliziato il pubblico con un concerto, scandito da parti recitate e musicate, nel corso del quale si è seguito un filo conduttore, quello delle antiche tradizioni siciliane legate alla novena di Natale.

Canti e cunti del Natale siciliano” è uno spettacolo, interamente in lingua siciliana, in cui si coniugano sapientemente tradizione e innovazione. L’utilizzo di strumenti della tradizione musicale isolana (zampogna, marranzano, friscalettu, tamburello, ecc.) non esclude la scoperta di nuove musicalità, che trascinano ed entusiasmano il pubblico. “I Beddi di Natale”, “Cunto a L’Annunciazioni”, “Diu vi manna l’ambasciata”, “Quannu nascette ninnu”, “A Ciaramedda” sono solo alcuni dei brani, eseguiti nel corso dell’apprezato concerto, che fanno parte di un’interessante raccolta dal titolo “E falla bedda la ninnaredda“.

Da evidenziare, infine, che il successo della manifestazione – la chiesa era gremita in ogni ordine di posti – è una ulteriore riprova che gli acesi hanno “fame” di eventi culturali di spessore.

Guido Leonardi

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