Acireale calcio / Cadili-gol, il Real Aversa si arrende (1-0) ai granata

Cadili, in avvio di ripresa, artiglia una palla vagante in area e insacca alle spalle di Lombardo. Gol prezìoso che consente all’Acireale di battere (1-0) il Real Aversa e di agganciare il terzo posto in classifica. Dico subito che non è stata una bella partita quella giocata oggi ad Aci Sant’Antonio. C’entrano gli infortuni (oggi si è nuovamente fatto male Lodi: un problema al ginocchio, a quanto pare) ma c’entra pure l’avversario di turno, tanto vivace quanto spigoloso.

Avversario  spigoloso, l’infortunio di Lodi fa il resto

Il Real Aversa, schierato con un ardito 3-4-3, gioca alto e pressa subito l’undici di casa, togliendo spazi e respiro alla sua azione. L’infortunio di Lodi fa il resto. Senza il suo numero dieci, l’Acireale per un po’ naviga a vista, in fase di possesso è la formazione ospite a fare di più nella prima frazione di gioco nella quale comunque i due portieri restano a guardare (qualche conclusione dalla distanza per i campani, un tiro senza pretese di Lodi).

Lodi lascia il campo dopo l’infortunio

Cristiani trova i tempi giusti a centrocampo, Cadili il guizzo vincente

Nella ripresa, l’Acireale cresce di tono. Sale in cattedra Cristiani, supportato da Garetto e Savanarola. L’ex Messina è bravo sia a fare argine sia a ispirare una manovra alla quale, adesso, Russo e Savanarola riescono a garantire contributi apprezzabili in termini di dinamismo e fantasia. L’Acireale fa argine quando il Real Aversa prova a farsi spazio, ma risulta più deciso e determinato nella ricerca di varchi d’offesa. Russo (10’) pennella in area su calcio di punizione, Cadili, nel mucchio, trova la zampata giusta: 1-0.

Esultanza granata dopo il gol di Cadili

Battaglia dura e aspra, l’Acireale fa muro e alla fine festeggia

Poi, è battaglia. Dura, aspra. Il Real Aversa tenta di risalire, ma paga dazio in qualche frangente alla foga e all’ingenuità dei suoi avanti. L’Acireale fa muro, ribatte e rilancia. Fino a sfiorare il raddoppio quando Piccioni, con un pallonetto, sfiora l’incrocio dei pali della porta di Lombardo. Poi, c’è spazio solo per la festa, in campo e sugli spalti.

Giovanni Lo Faro

 

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