Buona la prima per l’Acireale FC, che supera per 2-0 l’Atletico Catania Viagrande nella gara d’andata dei sedicesimi di Coppa Italia Eccellenza. Davanti a una cornice di pubblico straordinaria come non si vedeva ormai da tempo al “Tupparello”, i granata regalano una vittoria meritata alla propria piazza. Guidati in panchina da mister Salvatore Foti e dal suo Vice Benny Cascio e spinti dal calore incessante dei propri tifosi.
La serata: passerella granata, ricordi e visioni di futuro
Il pre-gara ha preso il via con la presentazione ufficiale della squadra e il saluto di rito all’intera piazza. Tra i passaggi più significativi, l’intervento del cavaliere del Lavoro Massimo Ponzellini, figura di spicco e storico punto di riferimento per il patron dell’Acireale Salvatore Palella; pur non essendo presente di persona, il patron è stato idealmente rappresentato da Gianluca Spriano, Chief Financial Officer di Palella Holding. Che ha portato la vicinanza della proprietà ribadendo la solidità e l’ambizione di un progetto proiettato verso il futuro della società.
Successivamente ha preso la parola il primo cittadino Roberto Barbagallo, invitando la comunità a sostenere la squadra attraverso la campagna abbonamenti. A seguire l’ovazione riservata allo storico capitano oggi responsabile area tecnica, Giuseppe Savanarola, salutato da tutto il pubblico in piedi con caldi applausi.
Durante il match, il sostegno dagli spalti non è mai venuto meno. Un tifo incessante ha visto unite sia la Curva Sud sia la Curva Nord, con il cuore del tifo organizzato della Sud che ha dedicato un commosso e profondo ricordo a Sebastiano Quattrocchi, giovane sostenitore granata recentemente scomparso.
Primo tempo: Mokulu rompe l’equilibrio
L’Acireale approccia la gara con determinazione, facendosi subito aggressivo e conquistando un tiro dalla bandierina al primo minuto. Al 3′ arriva la prima fiammata: Belluso timbra il palo e sulla ribattuta Mokulu manda a lato. L’attaccante ci riprova al 6′ con un tiro da posizione defilata, respinto dall’estremo difensore avversario.
In fase di ripiegamento, l’Acireale si dispone con un solido 5-3-2, garantendo ordine nel giro palla e poca concessione agli avversari. Pur con un Atletico Catania Viagrande che prova a prendere metri verso la mezz’ora. Al 13′ Iglio si rende pericoloso con un tiro-cross velenoso che attraversa tutta l’area senza trovare deviazioni.
La pressione granata viene premiata al 40′ minuto: al termine di una splendida combinazione di squadra, un tiro di Belluso genera una deviazione favorevole per Mokulu, pronto a ribadire in rete da centro area per l’1-0.
Secondo tempo: raddoppio d’autore firmato Marino.
La ripresa si apre con i primi movimenti sulle panchine. Al 7′ st Mokulu scaglia una conclusione centrale tra le braccia del portiere, ma è al 13′ st che l’Acireale va a un passo dal raddoppio: Marino lascia partire una gran botta dalla distanza che si infrange in pieno sulla traversa. Poco dopo è Zebro a impegnare seriamente il portiere ospite con un potente destro da fuori.
Dopo un momento di incomprensione nella gestione del regolamento durante una sostituzione al 46′ st e la concessione di 6 minuti di recupero, arriva la perla che chiude i giochi: al 48′ st (93′ minuto) Marino incastona il pallone sotto il sette con una splendida traiettoria a parabola, fissando il punteggio sul 2-0 definitivo.
Taccuino di gara e note tecniche
Acireale FC – Atletico CT 1994 Viagrande 2-0
Marcatori: 40′ pt Mokulu, 48′ st Marino.
Sostituzioni: Acireale FC – 11′ st Gomes per Fascetta; 20′ st Cocimano per Belluso; 27′ st Sepe per Vaccaro; 32′ st Aguilera per Mokulu; 44′ st Magrì S. per Zerbo.
Atletico Ct 1994 Viagrande – 8′ st Sanfilippo per Capuana; 24′ st Vesnaver per Carrà; 49′ st Bergamin per Romano.
Tattica e campo: Granata ben schierati da Mr Foti nel 5-3-2 in fase di non possesso.
Analisi: Nonostante si trattasse della prima uscita stagionale — e dunque con una manovra non ancora al 100% dei propri automatismi — l’Acireale ha mostrato fame, solidità e carattere, trovando l’abbraccio e l’entusiasmo di un’intera città che ha dimostrato fame di calcio.
Enrico Di Maria
