Acireale / Conclusa la fiera dei morti: si può fare di meglio

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Fiera dei morti Acireale

Quando si parla di Fiera dei morti si pensa a quella di Catania che unisce tradizione e promozione commerciale. Quest’anno in oltre 150 stand si trovavano tantissimi giocattoli per i bambini, ma anche vari aggegi e cianfrusaglie che catturavano l’interesse degli adulti.
A noi, uomini del 2025, potrebbe sembrare un desueto momento folcloristico, ma è una tradizione che resiste nel tempo.

La ragione è presto detta: tutto quel che per noi costituisce il Natale, o l’obbrobriosa moda di Halloween che va prendendo sempre più piede, una volta era rappresentato dal 2 novembre. Si faceva credere ai pargoli che i defunti portassero loro dei cadeaux che venivano scartati il giorno stesso della commemorazione. E tante famiglie dove ci sono bambini piccoli conservano ancora questa usanza.

Anche Acireale tenta la sua fiera dei morti

Da qualche anno, anche Acireale tenta di avere la sua Fiera dei morti. Così, a Piazza Indirizzo, antistante la villa Belvedere, da venerdi 31 ottobre a domenica 2 novembre,sono state installate – ad essere generosi – una dozzina di bancarelle. Solo qualcuna dedicata ai giocattoli dei bambini. Poche bancarelle alla fiera dei morti, Acireale
In maggior parte si trattava di banconi di “genere” in cui si rifilava un po’ di tutto. Non neghiamo una discreta trasversalità culturale: dal venditore di libri di alta letteratura ai gadget di anime e manga, fino alla produzione di miele e agli intramontabili oggetti fatti a mano.

Ci chiediamo quale sia il senso di questa iniziativa… Girovagando per la fiera a incuriosirci sono le produzioni in vetroresina di uno stand. Il venditore ci spiega che le resine da lui utilizzate sono di produzione industriale, ma la manodopera nella realizzazione degli oggetti è totalmente sua.
Proseguendo con fare circospetto ci imbattiamo nelle “Creazioni di Giusy”, una serie di quadri esposti, e scambiamo due chiacchiere proprio con l’autrice.

Vi è un tema conduttore nei suoi dipinti?

Come si può ben osservare è la sicilianità il fil rouge della mia arte: i paesaggi e le coste dell’isola sono gli assoluti protagonisti della mia ispirazione.

E quali sono i suoi momenti di ispirazione?

Ogni singolo attimo o istante, ma sopratutto quando mi trovo immersa in un paesaggio suggestivo, in luoghi in cui non ero mai stata. Così operando dipingo le mie tele ispirandomi ai temi che appassionano la gente.

E di appassionati ne sono venuti?

Direi abbastanza, forse qualcuno in più avrebbe fatto sicuramente bene alla fiera e..anche a me.

La signora è stata fin troppo diplomatica, avrebbe dovuto dire che la fiera ha avuto pochi visitatori. L’avere parlato con una pittrice di quadri fa intuire che questa piccola esposizione  non offriva argomenti che avessero a che fare con una vera fiera dei morti. Di bambini che dovevano essere i diretti fruitori, poi, non v’era neanche l’ombra.
Senza offesa, questa fiera è stata una maldestra copia della Fiera dello Jonio.
Se possiamo permetterci un consiglio: Acireale a livello di cultura ha dato e dà molto. Non le serve scopiazzare, proponga piuttosto un’alternativa degna della sua storia e delle sue tradizioni.

                                                                                  Giosuè Consoli