Acireale / Casa Sollievo San Camillo, polmone silenzioso

Nel centro storico di Acireale, a pochi passi da piazza Duomo, si staglia il centro di accoglienza “Casa sollievo San Camillo”, una struttura che si occupa di offrire sostegno materiale e spirituale ai più bisognosi, inaugurato il 13 luglio del 1996.

Il centro, gestito dai religiosi Camilliani con il contributo delle suore Ministre degli Infermi di San Camillo e della Famiglia camilliana laica. Il centro nacque da un’esigenza del territorio acese, ricco di istituti religiosi, ma privo di un luogo che potesse garantire un pasto caldo. Ecco quindi che, dove prima esisteva una casa di riposo per anziani, si costituì uno spazio di accoglienza.  Spazio che, ancora oggi si mantiene grazie alla carità dei benefattori e al contributo annuale dell’8 x 1000 alla Chiesa cattolica. Pienamente inserita nella pastorale caritativa della comunità diocesana, la “Casa sollievo San Camillo” si occupa anche di fornire il “pacco spesa” ad una cinquantina di famiglie bisognose, e offre un centro di ascolto dove le persone possono esprimere i loro problemi, sia di tipo personale che economico e lavorativo.

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Il mio ringraziamento principale e per nulla scontato – spiega il direttore del centro di accoglienza, padre Alfredo Tortorella – va ai benefattori piccoli e grandi, credenti e non credenti, che negli anni si sono fatti strumento della Provvidenza, oltre che agli insostituibili volontari, capaci di lenire con il loro servizio e i loro sorrisi la solitudine di chi bussa alla nostra porta in cerca di aiuto. Centinaia di volontari sono passati da qui dal 1996 ad oggi, assistendo quotidianamente circa 50 persone”.

I ventisei di San Camillo: accoglienza e solidarietà

Acireale San Camillo Carlo Mangione
Fratel Carlo Mangione

Lo scopo del centro ‘San Camillo’ di Acireale, da ventisei anni a questa parte – aggiunge frate Carlo Mangione (in foto), primo direttore – è accogliere ´gli ultimi´, che per un motivo o per un altro sono allontanati dalla società; non solo, come qualcuno potrebbe pensare, gli extracomunitari, ma anche molti acesi e abitanti delle zone limitrofe. Mi piace paragonare il nostro centro di accoglienza ad una scuola, in cui si sente la fatica dello studio, ripagata, però, dalla ricchezza del risultato. Del resto, mentre diventiamo canali di misericordia per gli altri, lavoriamo su noi stessi e impariamo a mettere da parte l’orgoglio”.

Nel suo messaggio scrive così il vescovo di Acireale mons. Antonino Raspanti: “I ventisei della Casa sollievo San Camillo coincidono con il Giubileo straordinario della Misericordia. Questo permette alla nostra comunità ecclesiale di ringraziare il Signore per una presenza storica di carità che ha visto in tanti acesi. Facendo vivere  in loro non solo le opere di misericordia corporali, ma anche quelle spirituali. Infatti, accanto al pane dato all’affamato e al vestito dato all’ignudo, i volontari abituali e quelli occasionali hanno intuito la necessità di trasmettere un ‘pane spirituale‘. “Povero” è chi vuole essere ascoltato nei suoi dubbi o nello sconforto; “bisognoso” è altresì chi vuole ricevere istruzione e fede”.

I festeggiamenti per l’anniversario della “Casa sollievo San Camillo” di Acireale si inseriscono nel mese di luglio dedicati a San Camillo de Lellis. Quest’ultimo fondatore dell’ordine religioso dei Camilliani e patrono degli ospedali, degli operatori sanitari e dei luoghi di cura. La “Casa sollievo San Camillo”, ogni giorno tranne il martedì, offre il pranzo a mezzogiorno. Invece, il lunedì, il giovedì ed il sabato effettua il servizio docce con ricambio di biancheria. Il lunedì ed il giovedì, invece, propone il centro ascolto per incontrare e aiutare le persone che vivono situazioni di disagio.

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