Acireale / Il contributo della comunicazione alla pace. Marco Tarquinio: ” Sapere interpretare i tempi e dare una informazione corretta”

La festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, nella sala teatro San Paolo, ad Acireale, ha visto la partecipazione di una cinquantina di giornalisti, come ha rilevato il presidente regionale dell’Ucsi, Giuseppe Vecchio. Presenti anche molti soci dell’Azione Cattolica e del Meic, tutti consapevoli del valore culturale e dell’apertura socio-religiosa dell’incontro con il giornalista Marco Tarquinio, sul tema “Per un futuro di pace. Il contributo della comunicazione”. Moderatore, il presidente del Meic, Santo Toscano.

Da sin: don Marco Catalano, Marco Tarquinio, mons Antonino Raspanti e Santo Toscano
Da sin: don Marco Catalano, Marco Tarquinio, mons Antonino Raspanti e Santo Toscano

Proficua l’introduzione del direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali, don Marco Catalano, sull’attuale stato di guerra in zone del mondo, con supporto di video su violenze in Nigeria e Siria. Don Marco ha presentato anche un breve profilo biografico di Tarquinio, dal 2009 direttore del quotidiano ‘Avvenire’.

Il relatore, definito il tema “gravido di speranze”, traccia a larghe linee le difficoltà di un’informazione corretta: in realtà quella che giunge a noi è incompleta, con il 50% di notizie e il lato oscuro delle forze che muovono il mondo; guerre non censite e non raccontate; modelli di libero mercato e speculazioni finanziarie con conseguenze drammatiche; emigrazioni di popoli per condizioni climatiche, nel Pacifico.
corret 3885 (590 x 393)Inquietante il discorso sulla Siria: durissimo il  regime di Assad, responsabilità di francesi, inglesi e americani, presenza della bandiera nera, petrolio.Gravi errori, per cui non si riesce a fare i conti con giochi sbagliati.
Alla domanda cosa serve per l’informazione, Tarquinio risponde con il commento del messaggio di Papa Francesco sulla 50° Giornata della comunicazione: la misericordia cambia il mondo con gli uomini in preghiera, citando i nomi di De Gasperi, Dossetti, La Pira, uomini di preghiera e d’azione. Di contro, i signori della guerra che non guardano al posto dell’uomo sulla terra, alla sua dignità di persona.

Nella conclusione, il relatore  prospetta l’urgenza d’essere capaci di costruire un mondo diverso, sapendo interpretare la nostra cultura, seguire il Vangelo, condividere la Carta Costituzionale, aver sete di parole vere, per essere se stessi, in cammino con gli altri.

L’intervento del vescovo Raspanti verte sul valore della parola, commentando il messaggio papale su ‘come si dice’ e ‘quello che si dice’; su lottare insieme per progetti comuni nella società.

Alla fine dei lavori, al giornalista Tarquinio è stato consegnato il premio “Vito Finocchiaro”, promosso dall’associazione “Stampa Jonico.Etnea”, presieduta da Gaetano Rizzo.

     Anna Bella

 

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