La lingua siciliana non deriva dal greco, dall’arabo, dal latino e dallo svevo? Secondo l’esperto Enrico Caltagirone questa domanda non potrebbe contenere premesse più sbagliate. L’origine della nostra lingua, a detta dell’insigne studioso, è protoindoeuropea e sarebbe ascrivibile alla lingua sanscrita che, durante le migrazioni del popolo indù che, giungendo prima in Iran, poi in Egitto ed infine in Europa, avrebbe informato la lingua dei siculi.
L’influenza del greco sarebbe un falso storico e addirittura filologico: la lingua sanscrita è la mater e domina della cultura europea e del siciliano. Sull’emergere di queste nuove verità, nei locali della chiesa Gesù e Maria della via Dafnica di Acireale, ha avuto luogo una conferenza sull’origine indoeuropea della lingua siciliana, passando dall’antica India fino agli etruschi.
Ad introdurre la serata padre Marcello Pulvirenti. “Come parroco della parrocchia di San Michele e quindi di via Dafnica, vi dò il benvenuto, e il fatto di essere così numerosi non può che rallegrarmi”.
Poi ha parlato la relatrice Silvana Cardì in qualità di presidente di Sicilia Antica, sezione di Acireale. “Trovarsi in una chiesa così bella e ricca di storia, a ragion del fatto che fosse rimasta chiusa per lungo tempo, è un onore e un privilegio. Tra poco, grazie al prof. Caltagirone, comprenderemo meglio le origini della nostra antica parlata. Senza alcun dubbio sarà un momento ricco di storia e spero anche di riflessioni da parte vostra”.

A seguire, il consigliere comunale Francesco D’Ambra non ha mancato di far ricordare il suo impegno per lo svecchiamento del quartiere. Ma veniamo al succo della serata: l’esposizione, anzi per meglio dire, la lectio magistralis di Enrico Caltagirone. Anticipata dalla premessa dello studioso e appassionato di lingua siciliana Alfredo Nocera, il quale afferma che l’etimologia di certe parole, come vino, non siano derivanti dal greco, come scrivevano i filologi teutonici, ma squisitamente dal sanscrito.
Poi Caltagirone finalmente ci lumeggia sui suoi studi.
Caltagirone: l’origine indoeuropea della lingua siciliana
“E’ profondamente sbagliato quando si afferma che il siciliano provenga dalla lingua greca. Le nostre origini sono ricercare nel continente indiano, le migrazioni dall’India dovute a vari fenomeni come anche la sglaciazione ha permesso tutto ciò. Parlo della sglaciazione perché a seguito di essa nella parte occidentale del continente indiano si sono formati quattro fiumi e sono appunto questi i rivi di cui si parla e non il Tigri e l’Eufrate. Non v’è stato nessun diluvio universale, Noè e l’arca sono invenzioni totalmente degli ebrei”.
“Il sanscrito è una lingua indoeuropea – ha scandito Caltagirone- che ha raggiunto prima l’Egitto passando nella mezzaluna fertile e poi da lì si è propagato in Europa. L’etrusco stesso presenta fortissime analogie con la lingua degli indù come, ad esempio, la z pronunciata come j. Quando dall’India una migrazione toccò le coste siciliane la parlata ne venne stravolta. Inizialmente si stanziarono nella Sicilia orientale nei pizzi delle montagne per assicurarsi maggiore protezione e da lì si estesero fino alle lande occidentali.
La parola sicano deriva dal sanscrito sic= coltivare e can= terra ovvero contadini, e potrei portare esempi in abbondanza”.
Dopo più di un’ora di sistematica trattazione il professore viene invitato a concludere la sua più che esauriente dissertazione.
Giosuè Consoli
