Interviste siciliane – 48 / Francesco Pavone dedicò l’esistenza alla scuola e alla cultura

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Zelantea sala Cosentini

Docente, preside e accademico, Francesco Pavone (Acireale, 2 giugno 1918 – Acireale, 5 giugno 1999) ha dedicato la propria esistenza alla scuola, alla ricerca letteraria e alla diffusione della cultura. Pavone ha vissuto nel segno della cultura, della responsabilità educativa e dell’impegno civile. Un punto di riferimento per generazioni di studenti e per il mondo accademico e intellettuale siciliano, la sua figura resta ancora oggi esemplare per chi crede nel valore della scuola e della parola.
Lo ricordiamo attraverso un’intervista che ripercorre i momenti più significativi del suo percorso umano e professionale.

Bentrovato, prof. Pavone. Il prof. Antonio Pagano ha voluto ricordare la vostra scomparsa nel volume Memorie e rendiconti dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale pubblicato nel 1999. 
Siete stato docente di lettere classiche, preside e accademico di lungo corso. Ci raccontate i vostri studi?

Sono stato allievo di maestri indimenticabili: Luigi Fassò, Giulio Natali e soprattutto Francesco Guglielmino. A Catania mi sono laureato in Lettere con una tesi su Foscolo romanziere e in particolare sulle Ultime lettere di Jacopo Ortis, opera che mi ha accompagnato per tutta la vita.

Biblioteca Zelantea
Biblioteca Zelantea
Come studioso, vi siete occupato in particolare della letteratura italiana del Novecento.

Ho approfondito figure come Antonio Baldini, Aldo Palazzeschi, Francesco Chiesa e Giuseppe Tomasi di Lampedusa. A quest’ultimo ho dedicato un saggio pubblicato su Memorie e Rendiconti nel 1965, curando una bibliografia ragionata delle sue opere.

Che ricordo avete delle lezioni di Guglielmino?

Erano autentiche lezioni di vita. Ricordo in particolare un piccolo saggio su Esiodo di Ascra, in Beozia, che mi fece riflettere sulla hybris che genera violenza, sulla giustizia e i giudici che la amministrano, sull’onestà, il valore del lavoro e sul profondo rispetto per la natura. Questi temi mi hanno accompagnato anche nella mia esperienza educativa.

All’interno dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, avete avuto un ruolo attivo e duraturo.

Fui nominato vice presidente della Classe di Lettere e collaborai a lungo alla rivista Memorie e Rendiconti, pubblicando diversi studi. Tra questi, ricordo con particolare affetto la Biografia ragionata di Lionardo Vigo (1982), le Lettere inedite di Vigo con Pitrè, Guastella, Navarra della Miraglia (1979), e una raccolta di inediti rari di Luigi Capuana (1978). L’Accademia ha rappresentato per me un luogo di crescita e confronto intellettuale.

Oltre all’attività accademica, avete collaborato con la stampa locale.

Ho avuto una lunga e proficua collaborazione con Il Gazzettino del Sud, diretto da Giuseppe Vecchio. Curavo una rubrica settimanale dal titolo Nonsololingua, una raccolta di noterelle di filologia e varia umanità, dove univo rigore e leggerezza, passione e metodo.

Avete vissuto anche un lutto profondo nella vostra vita.

Purtroppo sì. La morte di mio figlio Mario, scomparso in tenerissima età, è stata una ferita mai rimarginata. Un dolore che non passa, ma che insegna il valore autentico della vita, del silenzio e della memoria.

Avete ricevuto numerosi riconoscimenti istituzionali.

Ho avuto l’onore di ricevere attestati di stima da presidenti della Repubblica come Sandro Pertini e Giovanni Leone, e dal presidente del Consiglio dei Ministri Bettino Craxi. Sono riconoscimenti che ho sempre condiviso con la comunità scolastica e con i miei studenti, perché è con loro che si costruisce il valore della cultura.

Come preside del Liceo Scientifico “Archimede” di Acireale, avete avuto un ruolo fondamentale nel trasferimento della scuola nella nuova sede.

Sono stato preside dall’anno scolastico 1971/72 fino al 1983/84. Nel 1981/82, grazie alla decisione della Provincia di Catania, l’istituto fu trasferito nei nuovi locali di via Ludovico Ariosto. Prima si trovava in un’ala dell’Istituto Tecnico Commerciale “Angelo Majorana” in via Luigi Galvani. Una lapide posta al piano terra dell’attuale edificio ne ricorda ancora oggi l’inaugurazione:
Anno Domini MCMLXXXI huic lyceo scientiis docendis instituto cui ab Archimede nomen Octaviano Nicita studiorum rectore Francisco Pavone praeside Provinciae antistites hanc decoram sedem extruxere atque tribuere.

(Nell’anno del Signore 1981, a questo liceo istituito per l’insegnamento delle materie scientifiche, cui fu dato il nome Archimede, con Ottaviano Nicita Provveditore agli Studi e Francesco Pavone preside, i dirigenti della Provincia edificarono e assegnarono questa decorosa sede).

Marcello Proietto