Acireale / Presentato alla biblioteca Zelantea “Il mio Novecento” del giornalista Nino Milazzo, importante documento per la conoscenza del “secolo breve”

Ad Acireale, nella sala “Cristoforo Cosentini” della Biblioteca Zelantea, è stato presentato l’eccellente libro di Nino Milazzo “Il mio Novecento – Memorie di un secolo breve”, a cura dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, del Lions Club, della Fidapa, del Kiwanis ‘Terra dei Ciclopi’, della Città di Acireale; presente l’Autore.

Da sx: Giuseppe Contarino, Lorenzo Marotta e Giuseppe Di Fazio

Il pubblico, numeroso e qualificato, ha seguito con molto interesse l’atteso incontro culturale. Tre i relatori: il dott. Giuseppe  Contarino, presidente dell’Accademia, il dott. Giuseppe Di Fazio, caporedattore del quotidiano “La Sicilia” e il prof. Lorenzo Marotta, scrittore.
Con molta perspicacia hanno illustrato il libro, cogliendo gli aspetti specifici del pensiero dell’Autore, noto giornalista e scrittore: testimonianza di coerenza nella difesa della libertà dei popoli, della democrazia, del progresso; onestà intellettuale nella vita quotidiana; tenacia nel lavoro, rivelatasi sin da giovane, impegnato nel menabò del locale giornale “La Voce dell’Jonio”, successivamente vice direttore del “Corriere della Sera”; inoltre, presidente del Teatro Stabile di Catania; indiscusso amore per la verità nelle frequenti questioni su problematiche socio-politiche; sempre attento alla realtà, proiettato verso il mondo futuro. Icastiche, le figure di suoi amici, quali Pippo Fava, Candido Cannavò, Leonardo Sciascia ed Enzo Biagi.

Tra il pubblico, a sinistra, in prima fila l’autore Nino Milazzo

Gli articoli di Nino Milazzo, tratti da “La Sicilia” e dal “Corriere della sera”, aiutano i lettori a capire, a fare il passaggio d’epoca, nel continuo cambiamento del mondo, scoprendo i nuovi  valori, al posto di quelli tradizionali. Si rileva come “Il mio Novecento”, che va dal 1978 al 2009, ha il duplice valore di straordinaria documentazione storica e di testo con esemplari pagine letterarie, in un linguaggio forbito, aderente ai fatti. Il libro s’apre con la tragedia del Vajont, nel suo spettacolo di morte, angoscia, paura, pietà senza speranza; straordinaria l’analisi degli aspetti geopolitici attraverso la logica culturale. In conclusione, dopo alcuni singolari interventi nel dibattito, viene sottolineato come Nino Milazzo abbia creato un importante documento storico per la conoscenza del Novecento, ovvero del cosiddetto “secolo breve”.
L’Autore ringrazia i relatori e tutti i presenti. Sostiene con fermezza d’essere stato ispirato per la pubblicazione del libro “Il mio Novecento” dall’esigenza di offrire un’opera che, specie per i giovani, potrebbe diventare fucina del futuro, affermando come sia necessario conoscere quello che accade e in particolare le radici del presente: in tempi difficili, il confronto tra il passato prossimo e il presente serve a conoscere meglio il presente e farci raffigurare il futuro.

                                                                                                     Anna Bella