Acireale / Vernissage al Santonoceto di Sandra Chinelate e Placido Calì

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scultura Involuzione di Placido Calì

Fino a domenica 5 ottobre negli antichi locali del collegio Santonoceto di Acireale sarà ospitato il vernissage di scultura e pittura “Io ero una persona” degli artisti Placido Calì e Sandra Chinelate.
Visitiamo la mostra già nel tardo pomeriggio, quasi all’imbrunire e il retro del collegio assume un’aria lugubre da romanzo gotico. Le opere d’arte esposte incutono un’angoscia metafisica che, se da un lato  turbano i nostri occhi e il nostro spirito, dall’altro ci incoraggiano ad osservarle e a volerle capire. Vernissage Collegio Santonoceto Acireale

Ad accoglierci, ancor prima degli artisti indaffarati a parlare e a spiegare agli appassionati le loro opere, è il presidente dell’associazione organizzatrice della mostra K-diem, Nello Castorina. Egli tiene, particolarmente, a sottolineare la volontà e l’indefesso impegno con i quali la sua associazione e il collegio animano la vita culturale della città.

Dopo queste premesse, arriviamo finalmente ad incontrare i due protagonisti. Prima diamo uno sguardo alla sala per capire meglio di cosa si tratta e non sono tanto, per quanto significative e ben fatte le sculture del maestro Calì a catturare la nostra attenzione, ma la grande e orrida pittura di Sandra Chinelate.

Signora Chinelate, perché nei suoi quadri vi sono soggetti anziani e antiestetici e, come se non bastasse, anche nudi?

La donna anziana raffigurata è mia madre, e penso che la nudità e l’invecchiamento siano una conseguenza naturale di ciò che la natura compie. Non vedo nulla di brutto e di antiestetico.

Chinellate, nudo
Chinellate, nudo

Passiamo ad altro argomento: lei è brasiliana e i colori e la pittura della sua terra sono ben visibili. Ma, visto che abita nel nostro Bel Paese, suppongo che il “clima” italiano l’abbia influenzata. Se si, in che maniera?

Io non ho uno stile preciso, e nonostante abiti ad Aci sant’Antonio da ventidue anni, la mia arte e la mia pittura sono rimaste invariate. La mia ispirazione è sempre la natura, in quanto tutto ciò che cerchiamo e vogliamo lo troviamo solo nella natura.

Volevamo sorvolare sulla poetica artistica, ma a quanto sembra…

Lo ripeto, la natura è fondamentale per un pittore. Se non ci avviciniamo alla natura l’arte rimane morta.

Visto lo stato dell’arte, meglio morta che orrenda?

Sandra Chinelate e Placido Calì
Sandra Chinelate e Placido Calì

L’arte è verita e la verità si svela nella natura.

Prima di guadagnare l’uscita dal tetro e severo collegio chiediamo la spiegazione all’artista Calì della sua scultura “Involuzione”, dove è raffigurato un uomo in dialogo con un primate. “Ho voluto rappresentare una scimmia che domanda all’uomo perché sia regredito – ci dice – e si ostini ad essere bestiale. E’un tema politico e universale: com’è possibile la guerra? Fino a quando questa disumanità?”

Le parole sgorgano forti e vere, e nonostante un po’ di retorica e una  malvelata inclinazione al grottesco, usciamo con lo spirito e gli occhi più che soddisfatti.

Giosuè Consoli