Acireale / Zelantea: con la nomina di Sebastiano Leonardi e Salvo Valastro è completa la commissione di sorveglianza

Con la sua pinacoteca e un patrimonio bibliografico che supera le 250.000 unità, arricchito da volumi rari e di pregio, manoscritti, epistolari e dal fondo delle corporazioni religiose soppresse, la Zelantea rappresenta uno tra i più significativi centri culturali del territorio acese, punto di riferimento per studenti di ogni età, studiosi e cittadini. Dal 1960 per una convenzione stipulata tra il Comune di Acireale e l’Accademia di Scienze Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici, la biblioteca pubblica viene sottoposta al controllo di una commissione di sorveglianza, costituita da tre rappresentanti nominati dal consiglio direttivo dell’accademia e due di competenza comunale.

conf-zelantea-1-804-x-534corretta (402 x 267)Ma solo recentemente, con una determinazione sindacale dello scorso 2 ottobre, dopo ben 15 anni l’amministrazione comunale torna ad occuparsi della gestione della struttura, indicando Sebastiano Leonardi, medico, già consigliere ed assessore comunale, e Salvo Valastro, docente del Liceo Classico Gulli e Pennisi, come nuovi componenti della commissione.

Una nomina che rappresenta un primo passo per riavviare e pianificare l’apporto del Comune nella gestione della biblioteca: “Sono certo che i due profili culturali individuati potranno fare da collante, rinsaldare il legame e il rapporto tra l’Accademia degli Zelanti e l’amministrazione – ha spiegato il sindaco Roberto Barbagallo – “Abbiamo una biblioteca prestigiosa che contiene volumi e opere preziose e che deve aprirsi alla città, agli studenti, diventare un vero punto di riferimento e di promozione di conoscenza”.

Di una concreta prospettiva per una nuova politica culturale parla anche il consulente alla cultura Alfonso Sciacca: “La nostra città dopo essere stata nel passato molto attiva nel fare cultura, sembra ora essersi addormentata. Il patrimonio librario della Zelantea è immenso. Su di esso si può costruire uno sviluppo culturale che coinvolga non solo la nostra città, ma la provincia, in un rapporto cordiale e produttivo con le altre biblioteche siciliane, alla scoperta della nostra autentica cultura ancora sommersa e poco conosciuta. La cultura, inoltre deve dare lavoro. La biblioteca e l’archivio storico devono dare lavoro, in una prospettiva ovviamente non breve. Bisogna cercare di trasformare l’attività culturale in prospettiva di lavoro giovanile.”

Monica Trovato

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