Adam fecit – 9 / L’importanza di conoscere i fenomeni astronomici, fin da bambini

Alla vigilia del solstizio d’estate, che anche quest’anno verrà osservato sulla meridiana della Cattedrale di Acireale – anche se con modalità diverse dato il periodo particolare che stiamo vivendo e la coincidenza con la giornata domenicale – il nostro Nino Ortolani torna sull’argomento per chiarire alcuni elementi relativi al fenomeno. E come al solito, usa un linguaggio e degli strumenti semplici e facilmente comprensibili (anche ad un bambino), come l’immagine qui riprodotta.

A cominciare dalle scuole elementari, se non dalle materne, i bambini imparano che la Terra ruota attorno a se stessa e attorno al Sole: sembra di ascoltare Galileo. In una lezione di astronomia, a livello universitario, si parla di Sole che sorge, culmina e tramonta; si usa, cioè, un linguaggio geocentrico (Terra ferma e tutto l’universo che le gira attorno), come se Copernico non fosse ancora nato. È importante, prima delle dodici, portare i bambini in cortile, ovviamente se non piove, e far seguire il percorso del Sole nel cielo seguendo gli spostamenti dell’ombra di un palo; o guardando la Luna nel suo ultimo quarto ben visibile fino ai giorni immediatamente precedenti la “Luna nuova”; di notte fare osservare la Stella Polare e far notare come tutto il cielo stellato, nell’arco di alcune ore, ruota attorno a quella stellina poco luminosa. Solo dalle osservazioni dirette dei fenomeni celesti, lentamente si può giungere alle conclusioni teoriche frutto di studi e di ricerche secolari, se non millenarie.

Della rotondità della Terra erano convinti i viaggiatori della preistoria quando si spostavano per centinaia di chilometri. Da Acireale, di giorno, sono ben visibili i monti della Calabria ma, di notte, non altrettanto bene le luci della costa calabra oltre i cento chilometri di distanza. Dalla sommità della nostra montagna il panorama risulta molto più esteso di quello che si vede dalla costa perché il nostro pianeta è sferico come lo sono i pianeti ed i satelliti.

La scuola greca, con Eratostene, conosceva il valore del raggio terrestre e, anche se grossolanamente, distanza e dimensione della Luna e del Sole, per merito di Aristarco. Quest’ultimo, infine, aveva parlato di sistema elio-centrico (Sole fermo e tutto il creato che gli gira attorno) anticipando di oltre un millennio gli studi astronomici degli ultimi secoli.

Sono state scoperte le galassie e si parla del Sole come una delle miriadi di stelle che corre a gran velocità all’interno di una di esse. Non si può dunque parlare, del moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole, come di una ellisse giacente nel piano dell’eclittica, ma di una spirale che si snoda nello spazio. In ogni caso nulla cambia per spiegare i quattro punti nevralgici dell’anno astronomico che prendono il nome di equinozi e solstizi.

Il solstizio estivo, per noi dell’emisfero boreale, è l’istante in cui il Sole risulta allo zenit (un palo che non dà ombra o il Sole dentro un pozzo) in un punto del tropico del Cancro e, in questo 2020, è previsto per le ore 21,44 (tempo universale) di sabato 20 giugno. Aggiungendo 5 ore e 48 minuti, si ottiene il solstizio dell’anno venturo: le 3,32 del 21/06/2021.

Nino Ortolani