Aia Acireale / Di Giovanni, presidente degli arbitri: “Riportare serenità e rilanciare la sezione”

 

La svolta alla scadenza naturale di un quadriennio che proprio non si può dire sia stato sereno. Quarantasette anni, si chiama Salvo Di Giovanni l’uomo al quale i tesserati Aia (Associazione italiana arbitri) di Acireale hanno affidato la presidenza della loro sezione per i prossimi quattro anni.

Discorre sereno e pacato, Di Giovanni, ma non usa mezzi termini quando si tratta di definire i contenuti della sua mission: “Ringrazio i colleghi per la fiducia che mi hanno accordato, posso assicurare sin da adesso che non lascerò nulla di intentato per riportare nel mondo arbitrale acese la serenità e l’unione che sono mancate negli ultimi quattro anni”.

Idee chiare, e buon senso. “La situazione è quella che è, il numero dei tesserati si è ridotto di parecchio, ci sono state molte defezioni per motivi che qui non ritengo sia il caso richiamare. Per quello che mi riguarda, proverò intanto a ripartire con un corso arbitri che ci darà modo, in breve tempo, di reclutare i molti giovani che ancora sentono il fascino dell’arbitraggio, ma mi muoverò anche su un altro versante, ovvero sul recupero di quanti, negli ultimi anni, si sono allontanati, per vari motivi, dalla vita della sezione”.

Parla, Di Giovanni, ma fa attenzione ad evitare le polemiche, l’obiettivo che lo anima é quello – appena dichiarato – di compattare tutto l’ambiente non senza incrementare le risorse, umane e tecniche, di una sezione che, negli anni, ha scritto una storia importante. “Organizzerò a breve un incontro con tutti gli associati, per il momento sono impegnato nell’azione di ridisegno dei quadri dirigenziali. Al riguardo, posso già anticipare che il mio sarà un direttivo di giovani e sarà con i giovani che la sezione proverà ad andare avanti”.

Non manca, comunque, Di Giovanni, di mettere in vetrina quanto di buono c’è nella sezione che può vantare in organico due arbitri di prospettiva come Riccardo Leotta e Fabrizio Arcidiacono e due assistenti come Pietro Anile e Alfio Selmi, tutti in forza alla Can (Commissione arbitri nazionale) D. Il più alto in grado, in una sezione che in passato ha sfornato arbitri e assistenti capaci di proporsi anche sui palcoscenici della massima Serie (su tutti, Pietro Nicolosi che, con il siracusano Gervasi, faceva squadra con il compianto Concetto Lo Bello), rimane al momento Rosario Grasso, assistente in forza alla Can C.

Giovanni Lo Faro

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