Azione Cattolica / Il campo estivo diocesano di giovani e giovanissimi alla ricerca dell’essenziale

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Prima sera di campo estivo giovani

Ha avuto luogo, nei locali del “Centro ricreativo giovanile San Filippo Neri”, a Zafferana Etnea (CT), il campo estivo diocesano per giovani e giovanissimi dell’Azione Cattolica dal titolo “Fuori dall’Hype”. Tema di fondo delle giornate, l’ansia sociale, in particolare i fenomeni denominati FOMO (Fear Of Missing Out, “paura di essere esclusi”) e FOBO (Fear Of Better Options, “paura di perdere occasioni migliori”).

Oggi, dove tutto è immediato, legato all’apparire, i giovani difficilmente distinguono la realtà dallo “schermo”. Ma ancor più non riescono a distinguere tra chi vogliono essere e chi “devono” essere, secondo un sistema sociale sempre più opprimente. Spesso infatti sono assaliti dalla paura, sia di venire esclusi da eventi e momenti socialmente forti – amplificati dai social – sia di perdere opzioni migliori, nella vita come nelle relazioni, fino a bloccarsi nel non scegliere nulla.campo estivo giovani zafferana

Presa coscienza di tale situazione, l’equipe del settore giovani, in stretta collaborazione col neoformato gruppo MSAC (Movimento Studenti di Azione Cattolica) della diocesi, ha sottolineato l’importanza dell’affidarsi a Dio, al suo progetto che indica a ciascuno la strada da seguire.

“Fuori dall’Hype” il titolo del campo estivo giovani

Lo stesso titolo del campo, “Fuori dall’Hype”, si è scelto come invito a uscire dalla ricerca ossessiva dello stare al passo. Del rincorrere sempre desideri diversi creati dall’”hype” (cioè da un’aspettativa smodata), che in quanto tale ci rende immobili, al fine di ritrovare l’essenziale, ciò di cui davvero c’è bisogno, che è Dio, e da cui viene il necessario per noi. Tutto il resto è superfluo, ed è nostro compito scegliere ciò che vogliamo davvero. Conoscendo noi stessi, senza lasciarci distrarre dai ritmi e dagli stimoli del mondo, trovando il coraggio di rinunciare a tutto il resto.

Attività pomeridiane primo giorno
Attività pomeridiane del primo giorno

Data anche l’adesione di molti giovanissimi – cosa che lascia ben sperare per il futuro dell’associazione – si è volutamente incentrare il primo giorno sulla scoperta di sé, sul confronto reciproco, così da stimolare i partecipanti nel dire a voce alta chi sono realmente, nella vita di tutti i giorni, per quanto ancora si trovino in una fase di scoperta e crescita personale.
Successivamente, i ragazzi hanno concretamente sperimentato la FOMO, la paura di essere tagliati fuori da qualcosa di divertente (realmente o apparentemente). Attraverso un laboratorio strutturato in quattro aree esterne, si sono svolte contemporaneamente attività diverse con una turnazione in quattro tempi. Il confronto conclusivo ha aiutato tutti a comprendere come le emozioni sperimentate – ansia, invidia, dubbi e rimorsi – fossero state comuni a tutti.

Campo estivo giovani / Combattere la FOBO

La sera del primo giorno, per anticipare il fenomeno della FOBO – la paura di perdere qualcosa  di meglio – si è proposto ai ragazzi di partecipare ad una vendita all’asta di vari oggetti. Che è una tradizione tipica delle nostre feste di paese, meglio conosciuta come “incanto”.
Durante tutta la giornata, i ragazzi avevano avuto la possibilità, sulla base di “bonus” e “malus”, di accumulare valute particolari. Così da poter decidere, durante la serata, in cosa fosse il caso d’investire o se aspettare qualcosa di meglio. Col risultato che, anche in occasione dell’incanto, i ragazzi si sono lasciati condizionare dai pareri generali, dalle aspettative altrui. O dall’ansia di finire tutte le valute a disposizione.

Campo estivo giovani Attività all'alba
Campo estivo giovani, attività all’alba

L’indomani, alle prime luci dell’alba, i partecipanti hanno vissuto un’esperienza, per loro inedita, di spiritualità e condivisione. Accompagnati dal sottofondo musicale dalla canzone dei The Sun “Voglio qualcosa di vero”, hanno riflettuto sull’importanza della ricerca del “vero”, realizzando in loco un piccolo quadretto con l’alba che andava definendosi davanti a loro. Gli animatori hanno suggerito loro di porre particolare attenzione nel ritrarre “tra luci e ombre” ciò che si trova “oltre”. Come suggerito dal testo della canzone, non sempre ciò che abbiamo davanti ci è chiaro. Talvolta si è costretti a “combattere” e a “spingersi ancora oltre”.

Come affrontarla

l'équipe insieme alla presidente diocesana Cetta Vecchio
L’équipe insieme alla presidente diocesana Cetta Vecchio

L’attività all’alba si è conclusa con alcune domande-guida, scritte come pro-memoria, da utilizzare nella giornata successiva, incentrata sulla paura nelle relazioni. Quanto la FOBO può influire nello stabilirsi delle relazioni, fino a condurre a una piena crisi? Sulla base di quanto fatto la mattina precedente, i campeggiatori hanno realizzato d’aver affinità con alcuni dei partecipanti, a prescindere dal proprio livello di conoscenza. Sono stati chiamati ad affrontare delle scelte, scegliendo un fedele alleato tra quelli a loro più affini. La paura del giudizio, il timore d’offendere l’altro o la pretesa da parte dell’interessato ha influito non poco nella scelta. Anche a conclusione di questa attività, è stato fondamentale un confronto diretto tra i partecipanti. Questi in piccoli gruppi hanno sperimentato la possibilità di aprirsi ed esprimere le proprie emozioni.

La testimonianza di don Cosimo Gangemi

Dal pomeriggio fino a sera il gruppo è stato poi allietato dalla presenza di don Cosimo Gangemi. La sua testimonianza è stata per i ragazzi come un faro in un mare di ombre e incertezze. Con tono calmo ma al tempo stesso incisivo, don Cosimo è arrivato ai cuori dei presenti. E ha fatto nascere in essi la speranza che, affidandosi al Signore col giusto atteggiamento, si possono superare anche gli ostacoli apparentemente più insuperabili.
Il DJ-set conclusivo guidato dallo stesso don Cosimo ha chiuso una giornata molto ricca e stimolante per ciascun partecipante.

celebrazione eucaristica ultimo giorno di campo
Celebrazione eucaristica nell’ultimo giorno di campo

Il campo si è concluso con un momento di confronto guidato dall’assistente del settore giovani, don Sebastiano Guarrera. Ad accompagnarlo il seminarista Seby Mauro, che ha seguito i ragazzi per tutti i giorni di campo.
Il brano del Vangelo proposto (Luca 12, 22-34) ha portato i giovani a riflettere su quanto l’umanità, ieri come oggi, si sia sempre preoccupata maggiormente dei suoi bisogni temporali piuttosto che di quelli spirituali.
Ma è Gesù stesso a invitare i suoi discepoli a non preoccuparsi di cosa indosseranno o mangeranno, perché ciò preoccupa i pagani. A noi il compito, invece, di accumulare un “tesoro nei cieli”, che mai si consumerà,  perchè dov’è il nostro tesoro, là sarà anche il nostro cuore”.

 A cura del settore giovani diocesano di AC