“Orizzonti di pace: quali cammini per gli uomini del nostro tempo?” è l’incipit all’incontro con Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, ospite della diocesi di Acireale per un interessante confronto sui temi della pace e dell’impegno sociale.
Ospitato nella sala “Pinella Musmeci” della villa Belvedere, numerosi sono stati gli spunti di riflessione offerti, anche grazie alle incalzanti riflessioni del moderatore, il giornalista Mario Agostino, direttore dell’ufficio cultura della diocesi di Acireale.

«Tornare alle origini dell’associazionismo cattolico – ha dichiarato Agostino – significa riscoprire quelle radici culturali capaci di trasformare la società con valori autentici, non negoziabili e non svendibili».
L’azione cattolica testimone di pace
Mai come in questi tempi la pace è argomento centrale nel dibattito pubblico e la sua stessa ricerca interroga la morale e offre numerosi spunti di riflessione. Le risposte a cui chiama ciascuno di noi sono figlie di una coscienza farcita di consapevolezze, che pretende la risposta a desideri e speranze degli uomini di questo tempo.
Senza dimenticare il ruolo, fondamentale, che riguarda i giovani e le generazioni future, che sempre più sono soggette a quesiti di ordine etico.
Per sua stessa natura l’Azione Cattolica poggia le proprie fondamenta su questo valore ed il potersi confrontare, tra i vari temi, anche con questo ha sicuramente arricchito l’esperienza dell’incontro.
Numerosi gli interventi che si sono susseguiti nel corso dell’incontro, sintomatici di una speranza che vuole prosperare in un avvenire equo e solidale, capace di rimettere al centro l’uomo. E questo comprende un’attenzione particolare ai bisogni delle categorie più fragili della nostra società.
La povertà, non solo economica, ma anche culturale e sociale deve essere debellata anche partendo da una maggiore attenzione all’uomo ed alle sue necessità e fragilità.
L’esortazione apostolica Dilexit te di Papa Leone XIV
Partendo dalla prima esortazione apostolica di Papa Leone Dilexit te, “Ti ho amato”, che si pone in continuità con l’enciclica “Dilexit nos” di Papa Francesco, il dibattito ha affrontato le nuove frontiere della povertà, evidenziando come siano necessari gesti semplici e apparentemente piccoli, per supportare azioni di carità e prossimità.
E’ preferibile, come emerso dalle indicazioni del presidente Notarstefano, intessere relazioni umane che permettono di vivere la fraternità lasciando una corsia preferenziale a quei rapporti che racchiudono il senso della cristianità: amare e donarsi.
Questo dialogo ha offerto spunti di valore che trascendono la formalità per diventare occasioni stimolanti per la vita dei laici, richiamandoli ad una quotidianità fatta di servizio e impegno reale.

Il presidente Notarstefano ha scelto tre parole chiave attorno alle quali impostare il suo discorso: laicato, giovani e corresponsabilità. Ha infatti affermato che «Uno dei beni più preziosi dell’Associazione è la capacità di mettere insieme diverse generazioni. Coltivare il dialogo intergenerazionale è la condizione per vivere l’unitarietà, cioè il nostro modo di immaginare percorsi formativi e di animazione sociale condivisi. È prezioso ascoltare i giovani, prenderli sul serio: così la vita associativa diventa un vero laboratorio di partecipazione e di democrazia».
L’incontro con il presidente promuove il laicato impegnato
Questo incontro è stato occasione proficua per stimolare la riflessione sulla primarietà dell’impegno affinchè l’associazionismo possa aiutare e accompagnare nelle complessità del quotidiano, sostenendo attraverso i legami sani le comunità locali e una vita comune fatta di impegno condiviso.
In questi tempi complicati da guerre e conflitti, l’Azione Cattolica diventa prezioso contributo alla pace, aiutando a coltivare il dialogo e rendendo prioritaria la cultura dell’accoglienza “ad intra” e “ad extra”.

Su questo tema si è pronunciata Cetta Vecchio, presidente dell’Azione Cattolica acese:«L’AC continua a seminare piccoli germogli di speranza, consapevole che ciascuno è chiamato a farlo nel proprio tempo e nel proprio luogo, qui e ora ».
Dalle parole di Notarstefano è inoltre emerso come forza distintiva nell’AC è la gratuità: fare del bene senza attendere ritorni immediati. E’ una dimensione che pertanto va valorizzata, cosa già promossa all’interno del bilancio di sostenibilità, strumento che invita a guardare le proprie risorse — economiche, umane, relazionali — con occhi nuovi.
In quest’ottica persone, relazioni e tempo donato, ha ancora sottolineato il Presidente Notarstefano, sono capitali da mettere a servizio del territorio, specialmente in zone dove i servizi istituzionali scarseggiano, affinchè ad azione concreta corrisponda pace autentica.
Azione Cattolica e clero acese in dialogo
Durante la sua permanenza ad Acireale, il presidente Notarstefano ha anche incontrato il clero diocesano, sottolineando come il cammino sinodale inviti tutti a crescere nella corresponsabilità e nella comunione, attraverso la formazione quale via privilegiata per un autentico servizio nella Chiesa e una credibile testimonianza nel mondo, che diventa azione di pace.

Anche mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, al termine del dibattito moderato da don Orazio Barbarino, assistente spirituale dell’Azione Cattolica diocesana, ha evidenziato il valore del laicato impegnato e delle associazioni come risorse fondamentali per la crescita delle comunità ecclesiali.
«I presbiteri – ha sottolineato il vescovo – hanno un ruolo decisivo nel guidare la formazione dei laici e nel sostenerne la maturazione nella fede, perché solo insieme si può costruire una Chiesa che ascolta, accompagna e testimonia».
Chiara Costanzo
