“Bene comune, etica e politica” ad Aci S. Antonio: la Parrocchia mette a confronto i sei aspiranti sindaco

Come deve essere un buon sindaco? Di fronte alle ingiustizie sociali ed economiche, alla corruzione politica che  ha calpestato i diritti di tanta gente, oggi un buon sindaco deve innanzi tutto incarnare il bisogno di un radicale rinnovamento che possa assicurare giustizia, onestà, solidarietà, trasparenza.
E’ quanto emerge dalla dotta relazione di mons. Salvatore Consoli, preside emerito della Facoltà Teologica catanese di Sicilia nel lungo incontro sul tema” Bene comune, etica e politica”, in vista delle elezioni comunali 2013, che si è svolto ad Aci S. Antonio, nel salone dell’oratorio “Mons. Pulvirenti”.Bene comune Aci  S. Antonio
Un’inziativa utile della Parrocchia S. Antonio Abate e della Caritas parrocchiale che hanno offerto alla cittadinanza la possibilità di partecipare a un “faccia a faccia” tra i sei candidati sindaco di questa tornata elettorale: Santo Caruso, Vincenzo D’Agata, Giuseppe Di Stefano, Angela Grasso, Christian Paolo Petrina e Giuseppe Santamaria.
Il parroco don Vittorio Rocca, in apertura dei lavori, ha sottolineato come, in un cammino parallelo la Chiesa e la politica debbano operare per il bene comune attuando quella solidarietà che nasce dall’amore dell’uomo verso l’uomo.
Paolo Rapisarda, moderatore della serata, quale responsabile della Caritas locale, ha illustrato il ruolo importante che l’associazione di volontariato ricopre nel Comune in quanto punto di riferimento per gli aiuti alimentari offerti attualmente a 170 famiglie del paese (di cui 10 extracomunitarie) in difficoltà economiche, auspicando, quale risposta all’emergenza nuova povertà, che tutte le organizzazioni laiche possano operare nel territorio in sinergia con gli enti pubblici.
La dott.ssa Nuccia Torrisi, dirigente in pensione dei Servizi sociali comunali ha fornito un elenco dettagliato degli interventi attuati dal Comune in favore della famiglia, dei minori, degli anziani, dei disabili, degli immigrati  e per le tossicodipendenze, sottolineando i tanti piccoli ma importanti traguardi raggiunti e quanto ancora si possa fare.
Tracciando un identikit etico del buon amministratore, mons. Consoli ha evidenziato quali requisiti indispensabili la competenza, la moralità, l’efficienza, la predisposizione ad un “sentire umano” che lo guidi nel porsi ai cittadini con autentico spirito di servizio.
Fin qui la teoria. Ma quale dei sei candidati corrisponde a questo identikit?
Il protrarsi degli interventi dei relatori ha lasciato alla fine un tempo limitato ai sei aspiranti sindaco e quello che è emerso dalle loro brevi presentazioni dei programmi li ha posti, più o meno, sullo stesso piano.
Tutte persone degne, sostenute da liste civiche, tutti volti noti in paese per avere svolto politica attiva per tanti anni, ad eccezione dell’inedito avv. Petrina, candidato del Movimento 5 Stelle.
I programmi dei candidati, pur con le dovute differenziazioni, convergono su molti punti: la decurtazione delle indennità degli amministratori, la valorizzazione del Bosco di Aci, del parco di Casalotto, del Museo del carretto siciliano, la riqualificazione del centro storico, la tutela dell’ambiente, anche con il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti, la lotta all’evasione della Tarsu con un’equa ridistribuzione dell’imposta.
Una nota statistica: la dott.ssa Grasso, prima donna eletta in consiglio comunale circa vent’anni addietro, in caso di vittoria, sarebbe anche il primo sindaco, esponente del gentil sesso, nella storia del Comune.
La lotta comunque sarà dura: una popolazione di 17.600 abitanti (dato dell’ultimo censimento) vede schierati a sostegno dei sei aspiranti sindaco ben 269 candidati consiglieri divisi in 14 liste. Un enorme frazionamento di voti che, alla fine, potrà riservare molte sorprese.
                                                                                         Graziella Maugeri