Calcio / Acireale e Lamezia, pari di rigore: 1-1

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Il rigore di Iuliano che ha portato in vantaggio l’Acireale

Acireale e Lamezia, pari di rigore: 1-1. Finisce in parità la sfida tra Acireale e Lamezia nella prima giornata di ritorno del campionato di Serie D. Due squadre, quella granata di Claudio Morelli e quella biancoceleste di Renato Mancini, che si equivalgono in termini di cifra  tecnica, separate, come erano e come sono rimaste, da una sola lunghezza. Con la differenza che la formazione calabra, impattando all’Aci e Galatea al termine di un confronto sostanzialmente equilibrato, si consolida ai margini della zona play out nella quale l’Acireale resta impantanato. D’accordo, è questione di una lunghezza, la possibilità che la formazione granata possa recuperare il terreno perduto in un girone d’andata giocato in sofferenza non è certo remota a patto che la squadra ritrovi subito continuità di rendimento.

Due pareggi per la gestione Morelli, è tempo di tornare a vincere

La gestione-Morelli ha fruttato due pareggi, contro Vibonese e Vigor Lamezia, ma la prospettiva di un finale di stagione tranquillo passa per ritorno immediato alla vittoria. Cosa non facile, a guardare in questo momento il calendario: i granata sono attesi domenica da un difficilissimo impegno esterno sul campo del Savoia capolista e subito dopo dalla sfida dell’Aci e Galatea con l’Igea Virtus di Sasà Marra che oggi condivide con la formazione campana il primato in classifica.

L’Acireale schierato in campo prima del fischio d’inizio

Buona la prestazione dei granata, specie nel secondo tempo

Non è dispiaciuto del tutto oggi l’undici granata che, specie nella seconda frazione di gioco, dopo un primo tempo fatto praticamente di nulla, si è fatto apprezzare per impegno e volontà e per trame di gioco non disprezzabili che gli sono valsi, a tratti, l’incoraggiamento dei propri sostenitori, e finance gli applausi, in qualche frangente.

Primo tempo fatto di nulla, in vista Semenzin e, sull’altro fronte, Catalano

Parole che bastano a capire come poco abbia il cronista da raccontare di un primo tempo nel quale la formazione di casa, schierata con il 4-3-2-1 che piace a Morelli, non è quasi mai riuscita a proporsi sotto rete, subendo il possesso palla c di un avversario più convinto e determinato. Una sola nota per i giocatori di casa, legata allo spunto di Semenzin (il ragazzo alla fine risulterà tra i migliori in campo) che ha mancato, al 23’, una buona occasione da gol. Da parte ospite, in luce Giambattista Catalano, ancora memore forse della sfida play out che la stagione scorsa costò la categoria al Città di Sant’Agata proprio per merito Acireale.

Iuliano dagli undici metri porta in vantaggio l’Acireale

Le note più significative di una partita che non ha proprio entusiasmato le registriamo nella seconda frazione di gioco, nel corso della quale sia Acireale sia Lamezia hanno provato a superarsi. In vantaggio quasi subito l’Acireale: Rechichi lancia Semenzin, il biondo esterno granata se ne filerebbe in porta se non lo placcassero dentro l’area: dal dischetto Iuliano firma il vantaggio Acesi: 1-0.

Acireale in vantaggio: i granata fanno festa sotto la curva nord
Granata in festa sotto la curva nord dopo il gol di Iuliano

Catalano ripaga con la stessa moneta, sempre dagli undici: pareggio lampo!

Festa per i pochi sostenitori acesi in tribuna, ma la gioia dura 4’ appena: mani in area di Rechichi, l’ottimo Arnese indica il dischetto. E dal dischetto Catalano, sì, proprio lui, non sbaglia: 1-1. Delusione inevitabile, in campo e in tribuna, la prospettiva di un altro pareggio si fa concreta. E sarà il pareggio a suggellare la partita, anche se l’Acireale avrà il merito di battersi con vigore fino alla fine, mettendo alle corde l’avversario e sfiorando il gol in diverse occasioni.

Palo di Falou al 94’: la vittoria per i granata resta un sogno

La più ghiotta delle quali proprio sul filo di lana, con quella girata a botta sicura di Falou che si stampa sul palo destro della porta difesa da Iannì. Finisce alla pari, ma qualche buona prospettiva, in questa tormentata stagione del calcio granata, è parso coglierla. Se sono rose…

                                                                                            Giovanni Lo Faro