Calcio Catania / I rossazzurri tornano dalla trasferta lucana con un solo punto e molti rimpianti

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Il Catania torna dalla trasferta lucana con un solo punto e molti rimpianti. Sul campo del Potenza la capolista non è andata oltre l’1-1, fallendo l’opportunità di allungare in classifica nonostante oltre 70 minuti in superiorità numerica.

La squadra di mister Toscano aveva sbloccato subito il match, ma si è fatta raggiungere e poi frenare dalla tenace resistenza dei padroni di casa.
Nel convulso finale ai rossazzurri sono stati annullati due gol per fuorigioco, dando il via a furiose proteste e lasciando un senso di amarezza tra i tifosi etnei.

La cronaca della partita

L’avvio di gara è scoppiettante. Dopo pochi minuti il Catania rischia grosso su un tiro sbilenco di Mazzeo, ma risponde subito sfiorando il vantaggio: Jimenez calcia a botta sicura da centro area, trovando però la provvidenziale respinta di Cucchietti.

Il gol etneo è nell’aria e arriva al 13° minuto: sul calcio d’angolo pennellato da D’Ausilio svetta Ciccio Forte, il cui colpo di testa potente trafigge imparabilmente il portiere avversario per lo 0-1.

La gioia ospite però dura un attimo: neanche il tempo di esultare e, un minuto dopo, il Potenza pareggia con Nicolò Bruschi, lesto a raccogliere un pallone vagante e a indovinare un diagonale preciso che batte Dini per l’1-1.

Al 17° la svolta che potrebbe cambiare il match: lo stesso Bruschi si rende protagonista in negativo con un brutto intervento a gamba alta su Di Gennaro e, dopo revisione al VAR (Football Video Support), l’arbitro Colaninno estrae il cartellino rosso diretto.

I lucani restano così in dieci uomini già nel primo tempo. Forte dell’uomo in più, il Catania alza il baricentro e prende in mano il gioco: i ragazzi di Toscano sfiorano il nuovo vantaggio con un colpo di testa di Casasola, ma Cucchietti vola a deviare in angolo con un prodigioso colpo di reni.
Si va al riposo sull’1-1, punteggio che sta stretto agli ospiti viste le occasioni create.

Nel secondo tempo il copione è a senso unico

Nel secondo tempo il copione è a senso unico: il Catania assedia la metà campo potentina alla ricerca del gol vittoria.
Toscano ridisegna subito la squadra inserendo forze fresche e maggior peso offensivo (dentro Rolfini e Corbari già all’intervallo al posto di D’Ausilio e Di Tacchio).
I rossazzurri schiacciano il Potenza, che abbassa il baricentro e si chiude a protezione del pareggio.

L’esterno Lunetta va vicino al gol due volte: prima con un tiro che sorvola di poco la traversa e poi con una deviazione ravvicinata, sulla quale Cucchietti si supera ancora con un intervento miracoloso.
Entrano anche Pieraccini, Donnarumma e l’ex Potenza Caturano, e il Catania mantiene un possesso palla asfissiante ma fatica a trovare spazi nel fortino lucano.

All’81’ gli etnei riescono finalmente a sfondare con Rolfini, bravo a insaccare da pochi passi dopo una girata di Lunetta, ma la rete viene annullata per un fuorigioco millimetrico tra le vibranti proteste ospiti.

Nel recupero interminabile (ben 12 minuti oltre il 90° complessivi), i rossazzurri tentano il tutto per tutto e trovano ancora il gol al 102’ con un tap-in di Pieraccini.

Ancora una volta però il guardalinee alza la bandierina: l’arbitro annulla anche questa marcatura per un offside di Caturano a inizio azione, confermato dopo consulto al VAR.
È l’ultimo brivido: dopo un totale di 106 minuti di battaglia, Potenza e Catania si dividono la posta.

Per gli uomini di Toscano è una grande occasione persa per consolidare il primato, mentre i lucani in inferiorità numerica possono legittimamente esultare per un punto prezioso.

L’analisi del match

Il pareggio di Potenza rappresenta un passo indietro per i rossazzurri, incapaci di sfruttare a dovere la lunga superiorità numerica.

Sul piano del gioco il Catania ha mantenuto il controllo del pallone e creato diverse palle gol nitide, ma è mancato in concretezza e lucidità negli ultimi metri.

Mister Toscano, squalificato in tribuna per l’occasione, ha predisposto il consueto 3-4-2-1 con l’undici tipo, ma la risposta in campo non è stata all’altezza delle precedenti uscite vittoriose.

La difesa, solitamente solida, si è fatta sorprendere nell’unica vera sortita avversaria del primo tempo, quando un disimpegno confuso ha portato al gol di Bruschi.

In seguito il reparto arretrato non ha più corso rischi seri, complice anche la scarsa iniziativa offensiva di un Potenza in dieci uomini, ma quel singolo black-out iniziale è costato caro.

A centrocampo si è sentita l’assenza di un regista di qualità: Quaini e capitan Di Tacchio (ammonito e sostituito per nervosismo già all’intervallo) hanno garantito quantità ma poca creatività.

L’ingresso di Corbari ha dato più dinamismo, ma non abbastanza da scardinare l’ordinata retroguardia potentina. Sulle fasce Casasola e Lunetta hanno spinto con continuità, producendo numerosi cross e inserimenti, anche se spesso con scelte sbagliate al momento dell’ultimo passaggio.

In attacco, la manovra etnea ha cercato con insistenza la testa di Forte e gli spunti tecnici di Jimenez tra le linee.
Proprio da queste combinazioni sono nate le chance migliori nel primo tempo. Francesco Forte, schierato punta centrale, ha confermato il suo fiuto del gol segnando la settima rete stagionale con uno stacco imperioso su corner.

Le dichiarazioni post-partita di Mister Toscano

Nel dopogara traspare chiaramente la delusione in casa Catania. Mimmo Toscano, tecnico rossazzurro, non ha nascosto l’amarezza per l’occasione persa e per alcuni episodi arbitrali controversi.

“Siamo delusi perché dalle immagini il gol di Rolfini era regolarissimo. Ho l’impressione che il Catania primo in classifica dia fastidio a qualcuno”, ha tuonato l’allenatore, riferendosi al primo gol annullato nella ripresa.

Toscano ha comunque riconosciuto che la squadra doveva fare di più in fase offensiva malgrado l’assedio: “Potevamo gestire meglio le situazioni negli ultimi sedici metri con più veemenza e lucidità. Troppi cross sono stati sbagliati come scelte. C’è molta amarezza, per tanti motivi non ci siamo riusciti”.

Il tecnico ha infine analizzato le mosse dalla panchina, spiegando di averle tentate tutte inserendo praticamente tutti gli attaccanti a disposizione, ma che è mancata determinazione e cattiveria sotto porta per sfruttare la superiorità numerica.

Giovanni Rinzivillo