È stata una notte di passione, paura, entusiasmo e liberazione.
Una di quelle serate che il Massimino conosce bene, perché appartengono alla storia emotiva del Catania e della sua gente.
I rossazzurri pareggiano 3-3 contro il Lecco e conquistano l’accesso alla semifinale playoff di Serie C, dove affronteranno l’Ascoli.
Il risultato premia la squadra di Domenico Toscano in virtù della condizione di testa di serie, dopo lo 0-0 maturato nella gara d’andata.
Ma ridurre tutto al dato tecnico sarebbe quasi ingeneroso. Perché quella vissuta ieri sera al Massimino è stata una vera girandola di emozioni, con il pubblico etneo trascinato dentro una partita folle, intensa, vibrante, rimasta aperta fino all’ultimo respiro.
La cronaca della partita
Il Catania parte fortissimo, spinto da uno stadio caldo e partecipe.
Dopo appena tre minuti Casasola sfonda sulla destra e serve Donnarumma, che trova la deviazione vincente dell’1-0.
Il Massimino esplode. Sembra l’avvio perfetto, il modo migliore per indirizzare una gara da dentro o fuori.
I rossazzurri continuano a spingere, creano occasioni, sfiorano il raddoppio con Casasola, Cicerelli e Di Tacchio, ma il Lecco resta dentro la partita e al 18’ trova il pareggio con Urso, bravo ad approfittare di un errore difensivo.
La sfida cambia volto, si accende ulteriormente, diventa nervosa e imprevedibile.
Alla mezz’ora il VAR richiama l’arbitro per un possibile rigore in favore degli ospiti. Dopo il controllo arriva la decisione: penalty per il Lecco per una trattenuta di Miceli su Battistini.
Dal dischetto Sipos sceglie il cucchiaio e supera Dini, firmando il sorpasso lombardo. Dal boato iniziale al gelo improvviso: il Massimino vive in pochi minuti tutta la fragilità e la bellezza del calcio.
Ma il Catania non si spegne. Anzi, reagisce con orgoglio.
Al 42’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Marrone devia nella propria porta sotto la pressione di Ierardi. È il 2-2. Lo stadio torna a respirare, poi a spingere.
Il primo tempo si chiude con la sensazione chiara di una partita emotivamente ingestibile, capace di cambiare direzione in ogni momento.
Anche nel secondo tempo girandola di emozioni
Nella ripresa il Lecco prova subito a spaventare i rossazzurri con Duca, ma Dini risponde presente.
Superato il pericolo, il Catania torna a costruire e al 52’ trova il nuovo vantaggio. Forte lavora un ottimo pallone in area e serve Ierardi, che si inserisce con i tempi giusti e batte Furlan per il 3-2.
Un gol pesantissimo, nato da un’azione di grande intensità, che riaccende il Massimino e sembra poter consegnare la partita ai rossazzurri.
La squadra di Toscano ha anche l’occasione per chiuderla. Cicerelli, in contropiede, si presenta davanti a Furlan, ma il portiere del Lecco respinge.
È uno dei momenti chiave della gara, perché il Lecco resta aggrappato alla partita e continua a crederci.
Il finale è da batticuore.
All’82’ Duca trova il 3-3 approfittando di un’incertezza di Dini. Sul Massimino cala per qualche istante il silenzio della paura.
Il Catania, che sembrava avere la qualificazione saldamente in mano, si ritrova costretto a difendere un risultato comunque utile, ma psicologicamente pesantissimo.
Gli ultimi minuti sono carichi di tensione.
Il Lecco prova a spingere, il Catania cerca di resistere e ha anche una clamorosa occasione in contropiede con Bruzzaniti, che però non riesce a firmare il possibile 4-3.
Ogni pallone diventa decisivo, ogni rinvio pesa, ogni contrasto viene accompagnato dal respiro collettivo di uno stadio intero.
Poi arriva il triplice fischio. E il Massimino esplode di nuovo, questa volta definitivamente.
Non per una vittoria nel punteggio, ma per una qualificazione conquistata con sofferenza, carattere e cuore. Il Catania va avanti. La corsa playoff continua.
…e adesso testa all’Ascoli
Adesso davanti ai rossazzurri c’è l’Ascoli, avversario della semifinale. Ma prima ancora dell’analisi tecnica, resta l’immagine di una serata vissuta tutta d’un fiato: il vantaggio immediato, la rimonta subita, la reazione, il nuovo sorpasso, la paura finale e infine la festa.
Una notte da Catania. Una notte da Massimino.
Giovanni Rinzivillo
